Domenica 18 gennaio in Piazza Zanardelli si è tenuto un momento di riflessione comunitario sul tragico evento che si è verificato la notte di Capodanno a Cras-Montana e che ha portato la morte di 40 persone e il ferimento di 116.
Il countdown, il brindisi e poi: “una carneficina, impossibile scappare dal muro di fuoco” sono stati i racconti dei superstiti. Il conto alla rovescia per festeggiare alla grande in una località montana tra le più gettonate delle Alpi Svizzere. Poi c’è stato il fuoco, il buio e il bar che si trasforma in una trappola di fiamme. Nessuna via di fuga, solo un muro di fiamme davanti a quella porta, troppo stretta, sbarrata, che non ha dato scampo a decine di ragazzi, molti minorenni.
“Ragazzi giovani, pieni di vita, pieni di sogni e pieni di speranze che potrebbero essere stati i nostri ragazzi, i nostri giovani, i nostri figli, i nostri nipoti, e che in un attimo di festa ed euforia sono stati spazzati via dalla forza delle fiamme che sono divampate” sono le parole emerse durante questo accorato momento.
“Il nostro Capodanno è stato segnato da questo indescrivibile lutto” ha affermato Don Oscar del CG2000. “Un divieto che sarebbe stato facilmente eluso. Tutto per trascorrere una notte speciale. Chissà quante raccomandazioni sono state fatte prima di lasciarli andare quei ragazzi…però purtroppo non sono state sufficienti” …
Oggi la nostra piazza si è riunita per essere vicina alle famiglie che hanno subito questo indescrivibile lutto.
“A noi, che i bambini chiamano “grandi”, il diritto e il dovere di custodire il dono inestimabile della vita dei ragazzi. A voi giovani, il diritto di continuare a vivere in un mondo che sappia amarvi di più, ascoltarvi di più, custodirvi di più.” sono state le parole espresse da parte dell’Amministrazione Comunale.
È stato un omaggio reso attraverso un gesto semplice ma carico di significato: 40 rose bianche deposte una ad una da 40 ragazzi, accompagnato dalla musica e da un raccoglimento partecipato.
Questa tragedia ci ricorda quanto la prevenzione sia fondamentale in queste situazioni.
In ricordo e memoria di questi ragazzi, la Città di Chiari si è stretta vicino alle famiglie che hanno perso i loro figli, nella speranza che in futuro, grazie a maggiori attenzioni preventive, queste tragedie non succedano più.
Laura Longinotti





