Lunedì 12 ottobre 2026

Il Carabiniere Massimo Urbano e quella notte di 26 anni fa

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Sabato 7 marzo la Compagnia di Chiari-Legione Carabinieri Lombardia ha commemorato la tragica scomparsa del Carabiniere Scelto Massimo Urbano. Quella notte di ventisei anni fa, durante un turno di pattuglia, il Carabiniere Urbano e il suo capo intercettarono due auto sospette in fuga. Ci fu un rocambolesco inseguimento che portò ad un violento impatto tra i fuggitivi ed un autoarticolato. Questo causò il ribaltamento del pesante mezzo che travolse l’autoradio su cui viaggiava Urbano.
La Città di Chiari si è unita all’Arma dei Carabinieri nel sentito ricordo del giovane Carabiniere Scelto, nato a Poggio Imperiale (Foggia) che, a soli 27 anni, in servizio presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia di Chiari, perse la vita il 7 marzo 2000 nel territorio del Comune di Urago d’Oglio mentre inseguiva una banda di rapinatori che avevano forzato un posto di blocco dell’Arma.
Davanti al cippo commemorativo dedicato al militare si sono ritrovati familiari, autorità civili e militari e rappresentanti delle associazioni combattentistiche. Un gesto semplice ma carico di significato per ricordare chi ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere.
Particolarmente significativa è stata la presenza, durante la cerimonia, di alcuni colleghi dell’Arma e della Polizia di Stato che quella notte furono tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente. Sono intervenuti anche il Vicesindaco di Chiari Roberto Campodonico delegato del Sindaco Zotti, il Sindaco di Urago d’Oglio Gianluigi Brugali, il Comandante Provinciale dell’Arma Colonnello Alberto Raucci, il Comandante della Compagnia di Chiari Maggiore Michele Capone e il Luogotenente Comandante di Stazione Daniele Trevisani. In rappresentanza delle Scuole Clarensi ha partecipato il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Città di Chiari”, Prof Nicola Bertolucci.
Dopo la messa in suffragio del giovane Carabiniere, è stata deposta una corona d’alloro sul Monumento alla Memoria, accompagnata dalle struggenti note del “Silenzio” eseguite dal trombettiere del 3° RGT Carabinieri Lombardia di Milano.
Il Vicesindaco Campodonico ha sottolineato l’importanza della presenza quotidiana dei Carabinieri sul territorio: “Il sacrificio di Massimo ci ricorda il valore del lavoro quotidiano dei Carabinieri, che nelle nostre comunità rappresentano il primo e più vicino volto dello Stato”.
A concludere la cerimonia è stato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Brescia, Colonnello Alberto Raucci: “Massimo non si è trovato per caso su quella strada; era lì perché aveva scelto di essere lo scudo tra la comunità e l’illegalità. Il suo sacrificio è la massima espressione del codice genetico dei Carabinieri: un altruismo che antepone il bene comune alla propria incolumità”.

Laura Longinotti

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