Venerdì 9 ottobre 2026

Il Palio delle Quadre attraverso le parole degli atleti: molto più di una semplice competizione

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Per chi la guarda da fuori la staffetta delle Quadre dura pochi minuti; per chi la corre comincia mesi prima, tra allenamenti, aspettative, sacrifici e la consapevolezza di non portare in gara soltanto se stessi, ma l’intera contrada. Per Alice Festa, Mariagrazia Logrippo, Samuele Agosti e Vanni Akwannor, quattro atleti che gareggiano al Palio delle Quadre, la competizione va ben oltre il risultato finale.

“Non sei solo un’atleta” ci ricorda Mariagrazia Logrippo, atleta di Zeveto. Per lei correre alle Quadre significa vivere emozioni intensissime: “Non è solo correre, ma sentire l’adrenalina e il senso di responsabilità”. A fare veramente la differenza è soprattutto il pubblico: “Quando c’è il tifo è la cosa più bella, ti aiuta a vincere la stanchezza e ti ricorda per chi stai correndo”. Alice Festa di Cortezzano rammenta il duro impegno e la preparazione che durano “tutto l’anno. Quando finalmente arriva quella sera c’è tanta ansia, ma anche grinta e voglia di dare il massimo”. Samuele Agosti di Marengo, squadra vincitrice del Palio nel 2025, racconta la pressione e le aspettative legate alla corsa: “Più ci si avvicina e più si sente la tensione. Le persone, anche se non ti conoscono, ti fermano per strada e ti chiedono come pensi andrà la competizione”. Per Vanni Akwannor di Villatico la tensione c’è, ma c’è anche tanta voglia di partecipare insieme alla squadra: “si vince insieme e si perde insieme, questo è il bello del Palio”.

Il gruppo è il filo conduttore delle esperienze raccontate dai quattro atleti. I compagni di squadra sono veri e propri amici, e la loro unione aumenta notevolmente la felicità in caso di vittoria. Samuele ci dice di non aver vinto il Palio per sé, “è stata una vittoria di squadra, ce lo meritavamo tutti per come ci siamo allenati durante l’anno”. Vanni insiste sull’importanza della squadra, dove “anche se le cose vanno male, sai che gli altri ci sono”. Per Alice “è una competizione sana, che ti aiuta a fare sempre meglio”. Tanta voglia di mettersi in gioco e tanta “fame di vincere”, come ci dice Samuele. Anche se Marengo ha vinto l’anno scorso, c’è in lui il desiderio di “riprovare quella sensazione”.

Mariagrazia ama correre tra le vie della propria città, con il pubblico e le persone che conosce. “Sono sensazioni diverse rispetto alle gare che faccio di solito”, ci spiega. Un pensiero condiviso anche da Alice, che sognava di partecipare al Palio sin da quando, da bambina, correva il Mini Palio. Soprattutto dalle parole delle atlete, emerge il tema dello spazio a loro dedicato. La sera del Palio l’attenzione è rivolta per lo più agli atleti della squadra A, composta quasi interamente da ragazzi. Secondo le atlete, sarebbe interessante inserire una donna in ogni squadra A, per mantenere il livello equilibrato e permettere una partecipazione più attiva delle ragazze.

Con la gara ormai vicina, cambiano le aspettative: Mariagrazia affronta il suo sesto Palio con più tranquillità, consapevole di ciò che la attende; Samuele ha ben chiaro che la vittoria precedente ha cambiato il peso delle aspettative sulla squadra Marengo, che lui definisce “la squadra della speranza”, per via del risultato ottenuto dopo anni di vittorie di Villatico, ed è pronto a mettersi in gioco di nuovo. Vanni guarda alla gara con fiducia: “Potremmo fare qualcosa di molto eccezionale, ma lascio parlare il campo”, mentre Alice punta a migliorare la propria prestazione e soprattutto “vivermela bene, sfruttare il tifo per dare il massimo”.

Tante emozioni, sacrifici e tanta speranza, per quella che sembra una semplice corsa, ma che porta in piazza un’intera comunità.

Chiara Sirani

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