Lunedì 12 ottobre 2026

Oasi Fortuna: storie di animali salvati dal macello

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In Via Pontoglio a Chiari sorge, come un piccolo diamante incastonato nel verde, Oasi Fortuna, un rifugio che recupera animali da allevamento e dona loro la possibilità di una vita diversa. Abbiamo intervistato Federica, una delle volontarie dell’associazione, per scoprire le storie degli animali salvati.

Come nasce Oasi Fortuna?

Oasi Fortuna nasce 20 anni fa, nel 2006, grazie a un gruppo di ragazze che hanno salvato dei maiali rosa. In quegli anni c’erano pochi volontari, quindi Oasi Fortuna, all’inizio, era un distaccamento del progetto Porcikomodi dell’associazione VITADACANI ONLUS di Brescia. Negli anni abbiamo cercato di crescere e avere più sostenitori e, nel settembre 2021, è nata ufficialmente Oasi Fortuna.

Cosa vi spinge a salvare gli animali?

L’etica e l’idea che il mondo non debba andare come sta andando adesso, dove ci sono animali di serie A e di serie B, considerati prodotti. Vogliamo un mondo diverso, in cui gli animali possano essere liberi, senza che nessuno chieda loro di produrre qualcosa o di essere in un determinato modo, di essere produttivi. A Oasi Fortuna, quando un animale entra, si riappropria delle proprie caratteristiche etologiche, sviluppando rapporti con gli altri e provando cose che prima non poteva sperimentare, come stare sull’erba, a cielo aperto. Noi crediamo che creare qualcosa dove il mondo va al contrario sia la prova che un mondo così possa esistere.

Come avvengono le segnalazioni?

Avvengono principalmente in due modi: attraverso privati, che vedono gli animali dispersi e ci contattano – è capitato spesso con i maiali, le pecore e le capre – oppure attraverso veterinari che vengono contattati dall’ATS e che ci informano per andare a recuperare degli animali avvistati nella provincia; a volte è la stessa ATS che si mette in contatto con noi per dei recuperi. In questo momento Oasi Fortuna è però in una situazione di emergenza: non possiamo più ospitare animali perché il terreno dove siamo attualmente, a partire da maggio 2028, verrà destinato ad altro, e quindi siamo costretti a cercare una nuova sede. Per il momento le segnalazioni che ci arrivano vengono dirottate verso altri santuari. Se qualcuno volesse aiutarci al riguardo può trovare le informazioni riguardanti il terreno che stiamo cercando sulla nostra pagina Instagram.

Qual è una storia che ti ha toccato particolarmente?

Ti racconto la storia di Virginia, una suina white large, di quelle che solitamente stanno negli allevamenti. Lei si trovava da un privato, che aveva smesso di nutrirla. Virginia stava morendo di stenti, finché non è intervenuta l’ATS, che constatando le condizioni di maltrattamento ha sequestrato l’animale. Non è stato un arrivo semplice per via della peste suina, per cui l’ATS preferiva evitare di movimentare un suino. Il problema è che se un animale da reddito viene trovato e non ha sistemazione, viene abbattuto. Dopo mesi di lunghe trattative, siamo riusciti a portare da noi Virginia e dopo un processo penale contro la persona che ha maltrattato Virginia, siamo riusciti a portarla stabilmente da noi.

Cosa può fare una persona per sostenervi?

In primavera organizziamo open day e merende al rifugio, dove è possibile acquistare il nostro merchandising; in inverno, quando c’è tanto fango, organizziamo invece cene e pizzate per raccogliere fondi. Siamo registrati come organizzazione di volontariato, quindi tutti i soldi che raccogliamo vengono usati per gli animali. Un altro modo per sostenerci è la piattaforma Teaming, dove si può donare 1 euro al mese al rifugio, oppure fare una donazione una tantum; in ultimo, un modo per aiutarci che non costa niente è il 5×1000, che può essere devoluto a noi.

Tutte le informazioni riguardanti le attività e i modi per sostenere Oasi Fortuna sono reperibili presso il sito ufficiale e le pagine social dell’associazione.

Chiara Sirani

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