Mercoledì 26 agosto 2026

Aumenti fiscali: Morandi e Fraccaro contestano la scelta dell’Amministrazione nel silenzio generale

FRACCARO MORANDI

L’approvazione degli aumenti dell’addizionale comunale IRPEF e dell’IMU ha smosso un confronto politico particolarmente acceso in Consiglio Comunale. Beatrice Morandi (Montichiari Dinamica) ha ricordato che il Comune utilizza da sei anni entrate straordinarie per finanziare la spesa corrente, pratica che ora viene improvvisamente definita “non più sostenibile”. Secondo la consigliera, il cambiamento non è motivato da ragioni tecniche, ma da una scelta politica: «Perché un aumento così consistente proprio adesso? – ha incalzato in Consiglio – Così da evitare nuovi rincari a ridosso delle elezioni del 2029? L’argomento secondo il quale molti Comuni applicano già l’aliquota massima allo 0,8% è irrilevante, ogni territorio ha caratteristiche proprie. Inoltre le alternative esistono e andavano attuate gradualmente. Tra queste una ricognizione seria della spesa comunale, mai illustrata in modo trasparente; l’adeguamento progressivo delle tariffe e dei canoni; l’aggiornamento degli oneri di urbanizzazione; investimenti in fotovoltaico per ridurre i costi energetici e l’aumento dell’imposta di soggiorno, che non avrebbe gravato sui residenti.» L’intervento di Mario Fraccaro (Comitato Civico per Fraccaro) si è concentrato soprattutto sull’equità fiscale, definendo la scelta dell’Amministrazione “ingiusta e socialmente miope”. Fraccaro ha chiesto all’Amministrazione le alternative valutate e gli interventi di revisione della spesa effettuati prima di ricorrere all’aumento. «Sull’aumento dell’addizionale comunale, siamo parzialmente d’accordo in quanto consapevoli che l’ente negli ultimi anni ha dovuto affrontare delle criticità di bilancio – ha sottolineato – Aumentare sia l’addizionale sia l’IMU ai livelli massimi, però, è una scelta che noi non condividiamo in quanto iniqua. Questa decisione, infatti, alleggerisce in modo significativo le tasche dei cittadini da un anno all’altro proponendo una sorta di flat tax uguale per tutti, che penalizza le imprese e le famiglie annullando quel criterio di progressività previsto anche dalla Costituzione. Noi proponiamo invece un aumento più graduale: soglia di esenzione fino a 15 mila euro; fino a 28 mila euro il 0,35%; da 28 mila a 50 mila 0,60% e oltre i 50 mila 0,80%.» Nel dibattito sull’aumento delle imposte comunali, le posizioni critiche di Beatrice Morandi e Mario Fraccaro hanno rappresentato le uniche analisi emerse dai banchi dei consiglieri comunali. A fronte di una scelta amministrativa che inciderà in modo significativo sul carico fiscale dei cittadini, infatti, nessun rappresentante dei Partiti ha espresso la propria posizione. I consiglieri del Partito Democratico, peraltro, risultavano assenti alla seduta. Un’assenza che non è stata seguita, nei giorni successivi, da alcuna spiegazione pubblica né da nessun comunicato stampa o nota ufficiale della sezione locale che chiarisse agli elettori la posizione del Partito rispetto alle decisioni della Giunta. In un momento in cui si discute di equità fiscale, di scelte strategiche per il bilancio e di impatti concreti sulle famiglie, il silenzio del principale Partito di Centrosinistra lascia un vuoto politico evidente. Un vuoto che, di fatto, priva i propri elettori di una lettura chiara e responsabile delle scelte amministrative e del ruolo che una parte importante della Minoranza intende svolgere in Consiglio comunale.

Marzia Borzi

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