Martedì 13 ottobre 2026

Dati choc dal depuratore, Montichiari batte Milano per uso di cocaina

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I dati erano già noti ma, grazie ad un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, Montichiari torna sotto i riflettori per un primato che nessuno vorrebbe rivendicare: quello del consumo di cocaina. Le analisi delle acque reflue del depuratore certificano un consumo tra i più alti d’Italia: tra le 23 e le 25 dosi al giorno ogni mille abitanti, un livello paragonabile solo a quello di località turistiche note per la movida come Rimini, Olbia e Venezia e che batte ampiamento quello riscontrato a Milano che si posiziona solo su 13,8 dosi giornaliere.  I dati arrivano dall’Istituto Mario Negri e sono riportati nella Relazione annuale del Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze. Numeri che confermano un fenomeno già emerso negli anni precedenti e che, nel 2024, si mantiene stabile su valori molto elevati. La misurazione si basa sulla presenza della benzoilecgonina, il principale metabolita urinario della cocaina. Una volta assunta, la sostanza viene metabolizzata rapidamente e circa la metà viene eliminata nelle urine. Per questo la benzoilecgonina è considerata dagli esperti un indicatore affidabile e difficilmente falsificabile. Nel depuratore monteclarense che serve circa 26 mila residenti, la concentrazione rilevata equivale a oltre 600 dosi di cocaina consumate ogni giorno. Una quantità che supera nettamente la media nazionale, ferma a 11 dosi al giorno. Gli esperti sottolineano come l’aumento del cocaetilene, metabolita che si forma quando cocaina e alcol vengono assunti insieme, indichi un uso ricreativo concentrato nei fine settimana. Ma la quantità complessiva suggerisce anche un consumo legato ai ritmi di lavoro, allo stress e alla ricerca di prestazione: un fenomeno che attraversa età, professioni e contesti sociali. I numeri non servono a puntare il dito, ma a fotografare una realtà che riguarda l’intera provincia di Brescia, all’interno della quale Montichiari e la Franciacorta emergono come aree critiche in un quadro nazionale già segnato da differenze territoriali marcate.

Marzia Borzi

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