Conclusione a lieto fine per la vicenda relativa alla discarica abusiva di via Pietro Zocchi Alberti che nei mesi scorsi aveva smosso molte polemiche tra i cittadini, rimbalzando anche sui social a causa di un cartello che in forma anonima accusava il Primo Cittadino in persona di inadempienze contro la collettività. L’11 dicembre scorso il Comune ha approvato una determinazione con la quale viene affidato all’operatore economico Borgo Spurghi S.r.l. il servizio di rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati. La discarica a cielo aperto era ciò che restava a terra a seguito di un incendio avvenuto a dicembre del 2024 in un edificio della suddetta via e alla quale si era aggiunta nel corso dell’anno altra spazzatura, anche scaricata illegalmente. Più volte ne era stata sollecitata la rimozione attraverso un’ordinanza sindacale che, però, non era mai stata rispettata. In base all’art. 192 del D.Lgs. 152/2006, il Comune ha quindi deciso di procedere in via sostitutiva, anticipando le spese e avviando le procedure di rivalsa nei confronti del soggetto inadempiente, un privato cittadino identificato negli atti come sig. G.B. L’importo complessivo del servizio di rimozione e smaltimento è di € 9.220,00 oltre IVA, per un totale impegnato a bilancio di € 11.248,40. La spesa è stata iscritta al capitolo “Anticipazioni conto terzi”, trattandosi di una partita di giro che non comporta oneri permanenti per l’Ente. Il dirigente Diego Guerini, firmatario della determinazione, ha ribadito che l’intervento è stato reso necessario dall’inadempienza del privato e che il Comune agirà in seguito per recuperare le somme anticipate. Questo episodio mette in luce un tema cruciale: la responsabilità individuale nella gestione dei rifiuti e il ruolo del Comune nel garantire decoro e sicurezza. L’abbandono di materiali in aree pubbliche non è solo un atto di inciviltà, ma un costo che ricade sulla collettività, almeno fino al recupero delle spese.
Marzia Borzi





