Due secoli di musica non sono un traguardo qualunque ed è un compleanno importante quello che si prepara a celebrare la banda cittadina, confermandosi l’associazione più longeva del territorio e uno dei simboli più riconoscibili dell’identità locale. Fondata il 21 gennaio del 1826 sotto il governo austriaco del Lombardo Veneto e intitolata a Carlo Inico, compositore monteclarense e autore dell’inno della città che la guidò fino al 1947, la storica formazione entra nel suo bicentenario con due importanti novità: una nuova sede nel cuore del paese e un nuovo direttore, il maestro Luca Monteverdi. Dopo anni trascorsi in una sede periferica, la banda è infatti tornata nella vecchia casa canonica di via Martiri della Libertà, un edificio di proprietà della parrocchia che per decenni aveva ospitato prove, incontri e lezioni. Il rientro nel centro storico non è solo una scelta logistica ma un gesto simbolico: riportare la musica là dove la comunità vive. Una scelta che rende contenti tutti sia per gli spazi ampi, funzionali e soprattutto accessibili sia per la vicinanza al Centro, che permette ai bambini della scuola di musica di raggiungerla da soli, in sicurezza, senza dover attraversare mezza città. A guidare la banda nel suo anno più significativo sarà Luca Monteverdi, Maestro di grande e articolata esperienza già conosciuto dal pubblico monteclarense per aver diretto la formazione in diverse occasioni tra cui Halloween in Castello, la messa di Santa Cecilia e che ha debuttato ufficialmente nel suo ruolo in uno degli appuntamenti cittadini più importanti: il Concerto di Natale, andato in scena con grande successo il 23 dicembre al Teatro Bonoris. Monteverdi succede a Massimo Pennati, che ha lasciato il testimone dopo anni di collaborazione. Il 2026 sarà, dunque, un anno di celebrazioni ma anche di lavoro quotidiano, prove, studio e impegno volontario. Il programma del bicentenario sarà arricchito da numerosi eventi e manifestazioni che si susseguiranno nei prossimi mesi con l’obiettivo di coinvolgere cittadini di tutte le età, promuovere la cultura musicale e rendere omaggio a due secoli di storia bandistica. In un tempo in cui molte realtà culturali faticano a sopravvivere, la Banda Carlo Inico continua a essere un punto fermo: un luogo dove la musica diventa comunità e la comunità diventa storia.
Marzia Borzi





