Venerdì 9 ottobre 2026

Montichiari resterà sempre casa mia

LETTERE AL DIRETTORE

Gentile Direttore

In questi ultimi giorni di lavoro all’IC Renato Ferrari, mentre sistemo le ultime cose prima di prendere servizio, dal 1° settembre, a Casalnuovo di Napoli, sento sempre più forte il bisogno di fermarmi un momento e guardare indietro.

Ripenso agli anni trascorsi a Montichiari, agli incontri, ai luoghi che hanno accompagnato la mia quotidianità, alle gioie e alle difficoltà attraversate.

E sento il bisogno di dire una parola semplice, ma capace di racchiudere tutto ciò che provo: grazie.

C’è una cosa, però, che sento profondamente e che vorrei pronunciare prima di andare via: Montichiari resta e resterà per sempre la mia casa.

È il luogo dei miei affetti, dei miei punti di riferimento e, soprattutto è la casa delle mie figlie. È una terra che custodisce una parte importante della mia storia.

Il mio è un trasferimento lavorativo, nato da motivi che molti di voi conoscono e da una scelta di vita e di cuore. Una scelta che mi porterà a Napoli e verso un nuovo capitolo, senza cancellare nulla di ciò che Montichiari ha rappresentato e continua a rappresentare per me.

È proprio avvicinandomi a questo nuovo inizio che sento ancora più chiaramente quanto alcuni luoghi continuino ad appartenerci, anche quando la vita ci conduce altrove.

Perché si può partire senza smettere di appartenere a un luogo. Si può andare incontro al nuovo continuando a custodire ciò che ci ha accompagnati fino a questo momento.

Le mie radici, ormai, affondano anche qui.

Un pensiero e un abbraccio speciale vanno alla mia amata Vighizzolo, la dimensione più intima della mia quotidianità, fatta di abitudini, incontri, saluti e volti familiari. Una comunità che ha accolto me e la mia famiglia e alla quale resterò profondamente legata.

Desidero ringraziare di cuore i Dirigenti Scolastici, i DSGA, i Vicepresidi, i Docenti, il personale Collaboratore Scolastico e le straordinarie colleghe di segreteria degli istituti nei quali ho avuto la fortuna di lavorare: l’Istituto Renato Ferrari e l’Istituto Don Milani di Montichiari, l’ITIS Castelli di Brescia e il Liceo Bagatta di Desenzano.

A tutti i colleghi, alle compagne di segreteria e all’intero personale scolastico con cui ho condiviso questi anni va la mia gratitudine più sincera.

Da ognuno di voi ho imparato qualcosa.

Mi avete dato la possibilità di crescere, professionalmente e umanamente, e oggi parto con un bagaglio prezioso, fatto non soltanto di esperienza e competenze, ma anche di ricordi, confronti, risate, giornate difficili affrontate insieme, soddisfazioni e legami.

Tutto ciò che abbiamo costruito e vissuto viaggerà con me e troverà spazio anche nella nuova scuola che mi accoglierà.

Un grazie speciale va anche al personale dell’Ufficio Servizi Scolastici del Comune di Montichiari, per la splendida e costruttiva collaborazione di questi anni.

Ma il pensiero più commosso è rivolto all’intera comunità di Montichiari, per la straordinaria vicinanza umana che ha saputo regalarci nel periodo più doloroso della nostra famiglia.

Quando mio marito è venuto a mancare, io e le mie figlie ci siamo sentite strette in un abbraccio che non dimenticheremo mai.

L’8 dicembre 2023, vedere il Duomo di Montichiari stracolmo di mamme, padri, colleghi, insegnanti, amici miei e delle mie figlie e conoscenti è un’immagine che ancora oggi custodisco dentro di me.

In uno dei giorni più bui ho potuto toccare con mano quanto affetto ci circondasse.

Ci sono situazioni in cui nessuna parola riesce davvero a consolare, ma la presenza degli altri può comunque sorreggerci. E voi, con un messaggio, un gesto, un abbraccio o anche semplicemente con il vostro esserci, avete sostenuto me e le mie figlie quando ne avevamo più bisogno.

Questo non potrò dimenticarlo.

In quel periodo, una carissima amica, Denise Avoletti, mi scrisse una lettera bellissima. Mi disse che avrei dovuto ritrovare il bandolo della matassa e, piano piano, ricominciare a riavvolgerlo.

Quelle parole sono rimaste dentro di me.

Oggi non posso ancora dire di aver completamente riavvolto quel bandolo.

Ma sento che, piano piano, quella matassa comincia a dipanarsi fra le mie mani. Poco alla volta sto sciogliendo qualche nodo, rimettendo ordine tra i fili e iniziando a vedere con maggiore chiarezza la direzione da seguire.

Sto imparando che rinascere non significa dimenticare ciò che è stato, né lasciare indietro chi abbiamo amato. Significa trovare un modo nuovo di convivere con ciò che ci ha segnato, senza rinunciare ad aprirsi ancora al futuro.

Forse anche questo trasferimento rappresenta uno dei passi di quel percorso.

Parto con tutto ciò che questi anni mi hanno donato, sapendo però che qualcosa di me resterà inevitabilmente a Vighizzolo, a Montichiari, nelle scuole in cui ho lavorato e accanto a chi ha incrociato la mia strada.

Ci sono luoghi che, a un certo punto, smettono di essere semplicemente luoghi e diventano parte di ciò che siamo.

E quando accade, non li si lascia davvero mai.

Per questo il mio non è un addio.

È semplicemente un arrivederci.

Napoli mi aspetta, ma Montichiari rimarrà sempre uno dei luoghi nei quali potrò tornare e sentirmi a casa.

Con immenso affetto e gratitudine,

Francesca Perna

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