Venerdì 9 ottobre 2026

Negrello: dal campo alla scrivania sempre con passione, entusiasmo e intelligenza

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Una delle novità principali in casa dell’FC Voluntas in questa stagione è senza dubbio il nuovo ruolo che è stato affidato a Marco Negrello. L’attaccante classe ’89 ha infatti preso la fatidica decisione di appendere le scarpe al chiodo ed ha subito iniziato un nuovo percorso diventando il direttore sportivo della società rossoblù. Un passo senza dubbio significativo, che l’ormai ex calciatore ha compiuto con il dosato mix di entusiasmo, passione ed intelligenza che lo ha sempre contraddistinto durante il suo lungo viaggio nel mondo del calcio, come si può facilmente comprendere scambiando una breve chiacchierata con lui: “Ho iniziato un nuovo incarico che, devo ammettere, mi piace. In precedenza pensavo che un simile lavoro potesse piacermi, ma, non avendolo mai fatto, c’era sempre l’incognita della prova dei fatti. Adesso che lo sto provando, posso dire che mi trovo bene e che sono molto coinvolto”. Dover allestire le squadre è più complicato rispetto al potersi limitare alle prestazioni sul campo… “È più complicato – ammette Negrello – ma io, grazie anche alla collaborazione e alla fiducia della società, a cominciare dal dg Gambardella, mi sono trovato subito bene ed ho potuto lavorare in un ambiente veramente positivo. Per quel che riguarda l’incarico di costruire un gruppo, posso dire che noi, in realtà, abbiamo completato l’organico della prima squadra in poco più di due settimane. Avevamo, però, la base solida di 8, 10 elementi provenienti dal settore giovanile che già facevano parte in pianta stabile della formazione maggiore. Aggiungere altri 10 giocatori con più esperienza è stato così più semplice ed abbiamo terminato quello che possiamo definire un buon lavoro, anche se, alla fine, il giudizio spetta sempre al campo”. Quale può essere l’obiettivo dell’FC Voluntas in questa Prima Categoria dal livello sempre più elevato? “La nostra – prosegue Marco Negrello – è una squadra molto giovane. Basti pensare che l’età media si aggira sui 22 anni e il più “grande” ha 29 anni. La società ci chiede innanzitutto di conservare la categoria e di valorizzare i giovani del vivaio. L’intenzione è quella di creare un tutt’uno tra prima squadra e settore giovanile, confermando tutto il lavoro che viene svolto dal vivaio, che rappresenta un punto di riferimento e un fiore all’occhiello per tutta la società”. A livello personale non si fa sentire la mancanza del campo e tra le soddisfazioni vissute in carriera qual è stata la più bella? “Posso dire di no – termina il ds rossoblù – anche perché il campo e lo spogliatoio li vivo tutti i giorni. Sul finire del mio percorso ho dovuto fare i conti con alcuni problemi fisici che non mi permettevano di esprimermi ai livelli consueti. Ho deciso di smettere e, non appena mi è stata fatta la proposta del dg Gambardella, ho deciso di accettare ed eccomi qui. Per quel che riguarda le gioie vissute in carriera – termine l’ex bomber – posso dire che, tra campionati vinti e salvezze conquistate, ne ho assaporate molte. Se proprio devo fare una scelta, ricorderei il Campionato di serie D e lo scudetto della categoria vinto con il Montichiari nel 2010. Ero molto giovane, ma ero anche molto inserito nel gruppo e questo mi ha regalato grandi soddisfazioni. Al di là di questo, però, mi piace ricordare che in tutte le squadre nelle quali ho militato ho sperimentato rapporti molto belli da punto di vista umano. Da tutti gli ambienti conservo bei ricordi ed ho potuto coltivare belle amicizie. Questo aspetto umano lo considero una “vittoria” di particolare importanza nel mio lungo viaggio nel calcio”.    

Luca Marinoni

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