Martedì 13 ottobre 2026

I De Martinengo: l’inizio di una dinastia a Orzivecchi

Cadevilla chiesetta di San Marco e San Gregorio Magno

Nel secondo decennio del XV secolo Cabrino Fondulo acquistò dalla Camera Ducale molti beni in Orzivecchi, confiscati da Pandolfo Malatesta, pur senza pagarli. Rimase quindi un debito, che nel 1430 venne interamente pagato dai fratelli Marco e Cesare Martinengo, figli di Gerardo, i quali ottennero dal Doge Francesco Foscari, con Ducale del 1 agosto 1433, l’investitura feudale sul borgo di Orzivecchi, con l’obbligo di mandare ogni anno al Doge di Venezia uno sparviero.
La famiglia Martinengo ne fece anche la propria residenza per molti secoli costruendo diversi palazzi sia nel borgo che nelle proprietà di campagna (Cesarina e Macogna, Cadevilla e Cerudine). A Orzivecchi restarono due rami principali della famiglia Martinengo: Il ramo Novarino dei Silla, proveniente dalla divisione dei Cesaresco, e il ramo dei Martinengo-Cadevilla, che elesse la propria residenza nel palazzo di Cadevilla, descritto nel 1610 nel “Catastico Bresciano” da un provveditore veneto come “n bellissimo Palazzo con cortivo grande e giardini, di raggione di detti Signori”.
Cà di Villa era un’antica possidenza dei Martinengo nel territorio di Orzivecchi, così chiamata poiché vi fu eretta una palazzina di villeggiatura. Nella divisione dei beni di Gerardo Martinengo la “Villa” toccò a Marco, influentissimo nel partito guelfo, mentre a Cesare toccò la Cesarina. I figli di Marco, Giacomo e Pietro furono i continuatori del ramo nobiliare.
Nel 1462 Giacomo restaurò l’antico oratorio dedicato all’evangelista S. Marco e a San Gregorio Magno come ricorda una bella epigrafe marmorea che era collocata a fianco della chiesa.
Il ramo Cadevilla si estinse con Eleonora Vittoria (1725-1761), Marchesa Dal Pozzo di Alessandria, e le proprietà passarono all’istituto per i ciechi, per essere ora gestite dalla Fondazione Pio Istituto Pavoni ETS di Brescia. I terreni e la cascina sono ora in affitto ai Danesi della Cascina Motta di Orzinuovi. Nel coro della chiesa parrocchiale di Orzivecchi si rintraccia anche la tomba di un sacerdote, Alessandro Camillo, che morì proprio a Cà di Villa nel 1753.

Giuseppe Busetti

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