Valerio Tessaroli lo conosco da una vita; è stato anche uno dei primi inserzionisti su PAESE MIO con la sua concessionaria Citroen.
Vero, lo conosco in modo superficiale, non abbiamo mai avuto l’occasione di farci una pizza, qualche giro insieme o qualche confidenza ma quelle poche volte che abbiamo chiacchierato mi ha sempre portato a quella stima e a quel rispetto che solo una persona intelligente ti può dare.
Ma qualche anno fa è successo qualcosa di importante a Valerio.
Non so se dico bene (non sono decisamente un curioso ne un pettegolo di natura) ma forse ha avuto un ictus, che, al contrario della reazione più comune che possiamo immaginare, ha portato Valerio non ad un “abbattimento” mentale se così si può dire ma anzi, ad una reazione del tutto inaspettata, una trasformazione…
Valerio, ci vuoi dire due parole su di te?
Sono nato il 25/02/1961 nel pieno boom economico da una famiglia piccolo borghese da cui ho ricevuto una educazione cattolica cristiana.
Ho avuto un’infanzia e una adolescenza felice (ho un bellissimo il ricordo dei nonni materni, quelli paterni, purtroppo, sono morti prima che nascessi).
Mi sono sposato con Terry (nella foto), una donna meravigliosa che mi ha dato 2 figli: un maschio e una femmina, quest’ultima mi ha reso nonno.
Nel lavoro ho seguito le orme di mio padre studiando da meccanico e vendendo vetture.
Sono cattolico e orgoglioso di seguire la fede dei miei genitori e avi; credo nel vicario di Cristo e nella chiesa: una, santa, cattolica, apostolica, evangelizzatrice e sposa di Cristo.
Temo la morte dell’anima, non quella fisica, e spero di morire confessandomi e ricevendo gli ultimi sacramenti.
Ci racconti cosa ti è successo?
Nel luglio del 2014 ho avuto un’ictus ischemico.
Da quel momento cos’è cambiato nella tua vita?
Si puo’ dire che sono nato una seconda volta. ho dovuto rimparare a stare seduto, a mangiare, a parlare correttamente, a stare in piedi e a camminare.
La forza di ripartire me l’ha dato l’amore di mia moglie e dei miei figli, insieme anche all’aiuto dei nostri amici e parenti.
Nella malattia ho capito che una disabilità, per grave che sia, non sia la fine della tua vita.
Nella malattia la fede e la preghiera hanno avuto un grande influsso benefico per non farmi cadere in depressione.
Rincontrando Dio e il suo amore durante la riabilitazione ho fatto mie le parole di Giobbe: “Il signore ha dato, il Signore ha tolto: sia benedetto il Signore.”
Oggi ti occupi anche di oratorio, di catechismo, da dove è nato questo impegno?
Sono diventato catechista per caso sostituendo mia figlia catechista nel corso del 4° anno di catechismo, la quale, a breve, si sarebbe trasferita lontano da Orzinuovi.
Devo ringraziare don Gabriele e, in particolare, le catechiste, le quali, molto brave ed esperte, mi hanno aiutato a diventare un buon catechista.
Cio’ che dirò qui e in avanti sono mie opinioni personali. Non giudico nessuno, né voglio essere il maestro di nessuno.
Cosa consigli ai genitori di oggi?
Essere genitori in questo momento non è facile né semplice, ci sono troppe distrazioni. Cari genitori, siate il primo esempio per i vostri figli. Se potete, non litigate davanti ai figli, ma scambiatevi piuttosto gesti e parole d’affetto, e ricordategli che Dio ha donato un angelo custode a tutti, il quale ci protegge dal male 24 ore su 24 finchè siamo vivi; ai ragazzi piace sapere che qualcuno veglia su di loro sempre.
Vivete piccoli momenti di preghiera con loro alla mattina o alla sera, e alla domenica cercate di essere presenti per incontrare Gesù (ve-ramente presente nell’euca-restia) con i vostri figli, facendoli contenti nel vedervi partecipare alle funzioni.
La religione cristiana e il Vaticano: cosa potrebbero fare, secondo te, per riavvicinare soprattutto i giovani, trasmettere meglio la fede e annunciare Gesù senza paura di essere fuori moda?
Forse è meglio dire: “Come possiamo per far reincontrare Gesù e la chiesa ai giovani, e non solo?”.
Oppure, leggendo questa domanda provocatoria in altro modo: “I fedeli se ne sono andati perché la chiesa chiedeva troppo?
O perché non hanno più trovato una ragione per restare?”.
Premetto che gli insegnamenti di Gesù non sono mai fuori moda, ma immutabili nel tempo. la società moderna insegna ai giovani a concepire la vita come un paese dei balocchi, un posto dove ognuno puo’ fare ciò che gli piace nell’abbandono completo ai propri desideri, dove contano il numero dei like o l’ultimo modello del cellulare, dove tutto è passagero (carpe diem). tutto ciò che resta, però, è l’insoddisfazione nel possedere le cose che già domani sono passate di moda. Nella vita è importante dare ai giovani una meta verso cui dirigersi, uno scopo, un fine, dei valori stabili a cui aggrapparsi.
Nel nulla di questa società che ti riempie di mille cose ma ti lascia con un vuoto nello stomaco e ti lascia insoddisfatto nella solitudine, molti si abbandonano all’alcool, alle droghe, ai paceri perversi del sesso senza amore.
I giovani hanno bisogno di un obiettivo fisso, sicuro e immutabile che solo Dio e con gli insegnamenti della chiesa cattolica può dare. Purtroppo, a fronte di sacerdoti che si impegnano per i propri fedeli annunciando il vangelo ed essere testimoni di Cristo, altri sacerdoti si sono persi inseguendo il mondo per compiacerlo, per avere la sua approvazione o per codardia, trasformando la chiesa in una o.n.g..
Gesù cristo è stato trasformato in un semplice profeta di giustizia sociale o un saggio morale, dimenticandosi di parlarci del trascendente dell’immensa bellezza di Dio che ci ha creati immortali, nati per l’eterna felicità in paradiso.
Per l’immenso amore che Dio ha per le sue creature ci ha dato 10 semplici regole immutabili: “i 10 coman-damenti”; ci ha donato suo figlio, il quale si e’ sacrificato per noi, prendendo su di lui tutti i nostri peccati; ci ha donato il sacramento della confessione (purtroppo tanto dimenticato) e una madre amorosa in cielo: la beata vergine maria. questo tipo di sacerdoti non parlano più del peccato che ci allontana da Dio e che ci rende ciechi; siamo “solo” noi, con il nostro comportamento, che decidiamo cosa scegliere: il paradiso o l’inferno.
Dio, infatti, nella sua immensa bontà, ci lascia la libertà di scegliere.
Grazie Valerio, ti auguro ogni bene
Paolo Lombardi
Sul prossimo numero si chiuderà l’intervista con una domanda dedicata ai temi globali più sentiti di questi ultimi tempi: Viviamo in un mondo difficile da comprendere, tra tensioni internazionali (America, Europa, Russia, mondo islamico ed ebraico), immigrazione selvaggia, vaccini, intelligenza artificiale e cambiamento climatico. In breve, hai una tua visione a riguardo?





