Mercoledì 26 agosto 2026

“L’acqua che si ricorda”: in Fiera lo spettacolo teatrale di Fuori di Quinta

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Sull’acqua durante tutta la Fiera si dialogherà, ci si concederà profonde riflessioni di natura etica, filosofica ed economica. L’acqua decorerà il paesaggio verde allestito in piazza Vittorio Emanuele. Ma sarà anche la protagonista di una pièce teatrale. Sarà una prima assoluta, creata appositamente per questa occasione. Giovedì 27 agosto alle 21, il centro culturale Aldo Moro ospiterà “L’acqua che si ricorda”, un’intensa e originale riflessione teatrale prodotta dall’associazione “Fuori di Quinta”, ad ingresso gratuito.

Lo spettacolo affonda le sue radici nel profondo legame che da secoli unisce la pianura padana alla risorsa idrica ed esplora l’evoluzione del rapporto tra l’uomo, il lavoro e il paesaggio bresciano. Attraverso un percorso di sei movimenti scenici, la storia accompagna gli spettatori in un viaggio che parte dalla cultura dell’acqua come bene condiviso, attraversa le tappe del progresso agricolo e tecnologico, fino ad approdare alle grandi questioni legate alla responsabilità e all’eredità da consegnare alle generazioni future.

La genesi del progetto parte dalla lettura e dall’analisi di “Thanneer! Thanneer!,” capolavoro del drammaturgo indiano Komal Swaminathan, dedicato al valore sociale dell’acqua. Da quella suggestione iniziale si è sviluppata una drammaturgia completamente autonoma, radicata nella storia del territorio della Bassa bresciana e nelle tradizioni della pianura locale.

Il testo e la regia portano la firma congiunta di Stefano Solzi, Simona Russo, Mattia Paone e Gianni Rossi. La messa in scena vedrà alternarsi momenti di dialogo realistico e passaggi di teatro di narrazione, in cui il personaggio del narratore rappresenterà la memoria collettiva del territorio.

A dare vita ai personaggi sulla scena sarà un cast composto dagli interpreti Carlo Alghisi, Mattia Paone, Gianni Rossi, Simona Russo e il giovane Alessandro Gardoni.

“La realizzazione di questo spettacolo – ci riferisce Stefano Solzi – è stata resa possibile grazie al sostegno della “Fondazione della comunità bresciana”, che ha premiato il progetto nell’ambito del bando Cultura 2026, a conferma di come l’arte e il teatro siano strumenti fondamentali per riscoprire il patrimonio storico e stimolare la crescita della comunità. Dopo il debutto di giovedì 27 agosto, il viaggio di “L’acqua che si ricorda” proseguirà anche nei mesi di settembre e ottobre con una serie di repliche”.

Silvia Pasolini

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