Giovedì 27 agosto 2026

Marinoni: una storia che ha il sapore del territorio

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Ci sono sapori che non si scordano, che conservano in sé note uniche, irripetibili, di casa e territorio. E nulla è più “nostrano” del maiale, l’animale “di cui nulla viene buttato”, la gioia dei poveri contadini de na olta e che, ancor oggi, continua a vestire i panni di principe della tradizione culinaria lombarda, bresciana e cremonese. Al di là dell’Oglio la tradizione ha un nome e cognome ben preciso, o meglio, tre nomi e un solo cognome: Luciano, Gerolamo e Giovanni Marinoni, i tre fratelli che hanno continuato l’allevamento inaugurato dal papà Giacomo in terra soncinate.
La scelta è stata semplice: tornare all’antico. Non un semplice luogo dove i suini, da porchette, vengono progressivamente portati “a peso” e poi lasciati al “grande mercato”, ma anzi un vero tempio per gli amanti di salumi e tagli magri, dove le carni degli stessi maiali vengono lavorate direttamente dai loro allevatori. Come nelle cascine del secolo scorso, tutto il processo viene dunque concluso “in famiglia”, assicurando la trasmissione di conoscenze e competenze di padre in figlio, garantendo vivacità e longevità a un’arte, quale quella della norcineria, che è a tutti gli effetti patrimonio comune della nostra cultura millenaria.
«In controtendenza, abbiamo fortemente voluto mantenere un sistema che riducesse al minimo la distanza tra produttore e consumatore: una garanzia di qualità, tracciabilità e attenzione alla selezione delle materie prime, di cui siamo profondamente fieri – riferiscono dall’azienda – Nel nostro allevamento i suinetti crescono e ingrassano, guidati e controllati nella loro alimentazione quotidiana dall’esperienza di chi da decenni si occupa delle stalle, e, dopo la macellazione, le loro carni si trasformano in salumi, deliziosi tagli di carne bianca e ricette di gastronomia».
L’assortimento di Marinoni è tanto vasto da fare invidia alle più fornite riserve di un amante degli insaccati: salami nostrani, alla bresciana o alla cremonese, coppe, fiocchetti, cacciatorini e, nel periodo invernale, cotechini e salami da pentola la fanno da padrone, senza ovviamente dimenticare il vero cavallo di battaglia dello spaccio, l’inimitabile spiedo.
«Piatto carissimo alla nostra tradizione, lo spiedo è diventato in questi anni il nostro cavallo di battaglia – continuano – Disponibile tutti i giorni su ordinazione, oltre che in occasione delle feste, come per l’imminente Pasqua, il nostro spiedo è preparato in giornata secondo la migliore tradizione, ovviamente con le carni dei nostri animali, selezionati di settimana in settimana, e ricco di tutte le sue imprescindibili componenti: mombolini, costine, coppa, verdure e tutto quanto previsto dalla ricetta tradizionale». Un servizio non da poco, considerato il sempre sicuro successo che questo piatto è capace di riscuotere e la difficoltà nel prepararlo, tanto da renderlo molto difficile da reperire altrove, specie badando alla qualità, soprattutto durante i giorni della settimana.
Puntare su territorio e identità è stata senz’altro la scelta vincente: lo dimostrano la fila al banco dell’azienda al mercato settimanale di Soncino – puntuale tutti i martedì mattina tra le vie del centro del borgo murato –, il salame insignito del titolo di “prodotto tradizionale” della città di confine e, infine, l’accreditamento dello spaccio e di tutte le sue prelibatezze nel circuito dei piatti tipici della Valle dell’Oglio, attorno alle cui rive si sviluppa l’intera attività dei Marinoni.
«In occasione delle festività Pasquali vi aspettiamo al nostro spaccio aziendale e riceviamo già le prenotazioni per il grande spiedo che cucineremo per l’occasione» concludono; è bene però affrettarsi: le porzioni stanno già andando a ruba!

Per maggiori informazioni e per conoscere tutto il vasto assortimento di prodotti dell’azienda agricola, Marinoni vi attende a Soncino, in via Villanuova, 10.
Tel. 0374 84663
Cell. 328 8157596

Orari dello spaccio: dal martedì al sabato, dalle 8 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 19.30, domenica dalle 8 alle 12.30.

Leonardo Binda

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