Tra le numerose iniziative promosse dal Rotary Cortefranca per l’anno rotariano in corso, spiccano gli eventi culturali a tema scientifico. Dopo l’incontro di marzo dedicato ai “Plasmi astrofisici e alla fusione nucleare”, l’attenzione si è ora rivolta alla teoria della relatività di Albert Einstein, che descrive le relazioni tra spazio, tempo e gravità.
La serata, svoltasi l’11 novembre presso un noto ristorante di Rovato, si è aperta con gli inni e l’omaggio alle bandiere seguiti dai saluti del presidente Paolo Curti e del prefetto Patrizia Ghizzoni, che ha ringraziato i soci per l’impegno dimostrato durante l’anno. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla socia onoraria Pier Antonietta Locatelli, grazie alla quale è stato possibile organizzare l’incontro con il relatore, il ph.d. (Doctor of Philosophy, il più alto titolo accademico riconosciuto dalle università, n.d.r.) Claudio Cremaschini.
Classe 1984, originario di Pompiano, Cremaschini è un fisico teorico affiliato all’Istituto di Fisica dell’Università Slesiana di Opava (Repubblica Ceca). I suoi ambiti di ricerca includono relatività generale, cosmologia, astrofisica dei buchi neri, sistemi gravitazionali e modelli matematici. Autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche, è presente nel database INSPIRE, punto di riferimento per la fisica delle particelle e la cosmologia.
Nel suo intervento, Cremaschini ha tracciato un excursus storico sull’evoluzione del pensiero scientifico dal Cinquecento a oggi, passando per Galileo Galilei (modello eliocentrico, metodo sperimentale), Isacc Newton (legge di gravitazione universale) e Johannes Kepler (leggi del moto planetario), fino ad arrivare ad Albert Einstein. Le sue teorie hanno rivoluzionato la concezione di spazio e tempo, dimostrando che non sono assoluti ma dipendono dall’osservatore.
La relatività ristretta (1905) descrive il comportamento degli oggetti che si muovono a velocità prossime a quella della luce. Secondo questa teoria, il tempo rallenta e le distanze si contraggono per chi si muove velocemente rispetto a un osservatore fermo. Inoltre, la velocità della luce è costante per tutti. Un esempio noto è il “paradosso dei gemelli”: un astronauta che viaggia nello spazio a velocità elevatissima invecchia più lentamente rispetto al gemello rimasto sulla Terra.
La relatività generale (1915) ridefinisce la gravità non più come forza invisibile, ma come effetto della curvatura dello spazio-tempo causata dalla massa. Lo spazio-tempo può essere immaginato come una tela deformata dagli oggetti massicci, e il tempo stesso può scorrere in modo diverso a seconda della gravità o della velocità.
Einstein ha inoltre dimostrato che massa ed energia sono equivalenti, due forme della stessa realtà fisica, come espresso nella celebre equazione E=mc².
Cremaschini ha poi introdotto la Fisica quantistica, che studia il comportamento della materia e dell’energia su scala microscopica, dove le leggi della fisica classica non valgono più. Atomi, elettroni, fotoni e particelle subatomiche seguono regole controintuitive, come la sovrapposizione degli stati e l’indeterminazione. La meccanica quantistica, nata all’inizio del Novecento, ha permesso di spiegare fenomeni come l’emissione di energia dagli atomi e le interazioni fondamentali tra particelle.
Infine, il relatore ha accennato alla gravità quantistica, un campo di ricerca che mira a unificare la relatività generale con la meccanica quantistica, per descrivere la gravità anche su scala subatomica. Una teoria ancora in fase di sviluppo, ma fondamentale per comprendere appieno l’universo.
Concetti complessi, resi accessibili grazie alla chiarezza espositiva del dott. Cremaschini, che ha saputo coinvolgere il pubblico e trasmettere la meraviglia della scienza ricordando come, le leggi che regolano il cosmo, siano ancora oggetto di continua esplorazione.
La ricerca continua…
Emanuele Lopez





