Cos’hanno in comune i lampioni con i marciapiedi? Molto piu di quanto potremmo immaginare, soprattutto nel momento che il primo o il secondo oppure persino entrambi…non dovessero proprio essere presenti, nonostante sia auspicata nonché necessaria la loro messa in opera. Alzi la mano chi è convinto come il sottoscritto che una città che si rispetti, in altre parole sicura, moderna e a misura d’uomo debba avere, tra i mille e più aspetti a contraddistinguerne la bellezza e le performance del passato quanto quelle che la vedono proiettata verso il suo futuro, anche adeguati lampioni e opportuni marciapiedi, posizionati in conformità ai luoghi dove sono palesemente necessari. Sembra una cosa da poco se pensiamo, per esempio, ad altre priorità impellenti, fabbisogni irrimandabili nonché i molteplici imprevisti a caratterizzare un centro urbano, tuttavia, pensiamo a cosa potrebbe succederci nel camminare sul ciglio di una strada sprovvista di un sicuro marciapiede, oltretutto questa se trafficata da molti veicoli, i quali troppo spesso non tengono conto della sicurezza dei pedoni e sfrecciano facendoci il pelo. Oppure nel procedere, a piedi o alla guida di un mezzo, lungo una strada senza illuminazione, evidentemente ciascuno con le rispettive e sacrosanti difficoltà queste dovute all’oscurità e ben presto potremo realizzare come ci si potrebbe ben presto ritrovare in situazioni di autentico, effettivo pericolo, tanto per la nostra quanto l’altrui incolumità. A Rovato, la nostra bella capitale franciacortina e le sue inimitabili frazioni, certo meravigliose sotto molteplici aspetti, da questo punto di vista non è tutto rose e fiori poiché, se da una parte vediamo strade e viali bene illuminati e dotati di ampi marciapiedi (a prescindere dal loro effettivo utilizzo ma questa è un’altra storia) dall’altra come non accorgersi dell’assenza di questi indispensabili elementi architettonici. La sicurezza della gente, ripetiamo a piedi o motorizzata, non fa differenza in questa o quell’altra zona del paese.
Forse è soltanto una mera questione di tempo affinché molti dei luoghi che noi frequentiamo abitualmente o sono percorsi giornalmente dai nostri concittadini, si “allineino” una buona volta con quanti già possono godere di queste preziose condizioni. Affinché non passi nemmeno per l’anticamera del cervello che possano esistere nella nostra comunità alcune realtà di serie A e altre di categoria B e non voglio nemmeno pensare alla C.
Giuseppe Agazzi





