Parlare oggi di campanilismo può sembrare ai più un tantino anacronistico se pensiamo a come il nostro pianeta sia ormai da tempo diventato un villaggio globale, tuttavia, questo sentimento a esprimere talvolta un attaccamento esagerato al proprio paese o alla propria città, nonché alle di questi tradizioni, usi e costumi, tanto da indurre una sorta di diffidenza quando non addirittura ostilità nei confronti di località vicine o lontane quasi si vivesse in una perenne, fantomatica competizione, non è poi così desueto come si potrebbe inizialmente supporre. L’altro giorno, nel parlare piacevolmente tra amici, uno di questi a un certo punto se ne esce con un preoccupante presupposto:”certo che voi a Rovato…”. Non so voi come avreste reagito ma a me è come si fosse accesa una spia d’allarme di un bel colore rosso vivo, da farmi repentinamente drizzare le antenne in una sorta di massima allerta. Ho atteso completasse la frase prima di replicare a mia volta, nel timore egli volesse aggiungere qualcosa di negativo al riguardo di Rovato, la nostra bella capitale franciacortina e le sue frazioni, altresì sperando potesse terminare con una notizia positiva al riguardo. Sì, perché, parafrasando un noto slogan pubblicitario di qualche tempo fa ‘toglietemi tutto ma non…” aggiungo senza esitazione la mia Rovato, perdindirindina! Avete mai riflettuto su come, pur consapevoli di talune criticità che possono contraddistinguere il luogo a noi prediletto e amiamo, ci indigni olttemodo sentirle sottolineare da altri? Alla stessa maniera ci si senta compiaciuti allorché il luogo a noi caro lo si sente apprezzare e oltremodo valorizzare? Forse questo non rappresenta un vero e proprio campanilismo ma penso si possa trattare comunque di una grande e incontrovertibile dimostrazione di affetto. Che si tratti di evidenziarne gli aspetti negativi, questi certo da aggiustare e non tollerare, quanto il sottolinearne quelli positivi, da mantenere e ancor più, ove possibile, migliorare, Rovato e le inconfondibili frazioni sono e rimangono sempre nel nostro cuore. Nel momento in cui un presunto campanilismo assume un valore positivo, traducendosi in amore per il proprio territorio, la tutela attiva del suo patrimonio storico-culturale, la salvaguardia dei prodotti tipici locali allora è senz’altro il benvenuto, poiché divenuto un prezioso alleato, il partner migliore per sentirsi parte di una bella comunità che, mantenendo le radici nel suo passato, spiega le ali verso il futuro, naturalmente senza lasciare indietro nessuno nel presente.
Giuseppe Agazzi




