Martedì 13 ottobre 2026

Rovato 2026

LETTERE AL DIRETTORE

È un altro giro di giostra, parafrasando il titolo del libro del celebre giornalista, scrittore e reporter italiano Tiziano Terzani, quello che Rovato ha appena intrapreso col giungere del nuovo anno può benissimo essere paragonato, in senso metaforico, alla vita vista come un percorso che si ripete, del tutto simile al movimento che una giostra compie, così il susseguirsi degli eventi che essa inevitabilmente ci pone dinnanzi e non di meno la (presunta) consapevolezza del destino che ciascuno di noi ha. Parlare di Rovato e naturalmente delle sue incantevoli frazioni è pressoché un assioma ma non fare riferimento a tutti noi suoi “figli” sarebbe come citare Romeo e non nominare Giulietta oppure discutere di aritmetica senza contemplarne i numeri. Rovato siamo noi, pare uno slogan eppure è la pura verità, una incontrovertibile realtà. Pur se volessimo mettere da parte l’aspetto romantico rimarrebbe comunque un problema da risolvere, non prettamente matematico ma pur sempre un quesito meritevole d’attenzione, la nostra. Immaginiamo per un momento di stare su questa fantomatica giostra e di accingersi a partire; come intendiamo comportarci durante l’intero, iperbolico giro? C’è chi chiude gli occhi e non guarda intorno a sé per alcun motivo, cosicché escludendo a priori quanto gli scorrerà intorno dall’inizio alla fine. Quindi altri che vivono l’esperienza facendosi sopraffare da timori e preoccupazioni; in questo modo precludendosi una buona parte del divertimento. Non mancano però coloro intenzionati a godersi appieno il momento, ben coscienti delle forti emozioni che l’esistenza certo non risparmia a nessuno ma altresì affrontandone con entusiasmo tutti i suoi momenti, consapevoli di come siano importanti dal primo all’ultimo. L’aspetto, tuttavia, che accomuna ciascun partecipante è, una volta terminato il giro, la cognizione nonché la responsabilità di come lo ha vissuto, ossia se troppo chiuso in sé stesso, oppure oltremodo sbigottito e intimidito dall’inizio alla fine o ancora resosi conto del valore intrinseco di ogni attimo, per questo vivendolo con ragionevole saggezza, se non vogliamo parlare di ottimismo. La domanda sorge spontanea: Rovato, quindi ciascuno di noi, come intende compiere questo nuovo “giro di giostra”?

Giuseppe Agazzi

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