Nel cuore del Parco degli Alpini di Coccaglio è arrivato un nuovo ospite d’eccezione: un gigantesco blocco di gneiss, roccia del basamento cristallino risalente a circa 300 milioni di anni fa, epoca remota in cui la Terra era ancora dominata dal supercontinente Pangea. Con i suoi 130 quintali di peso e il suo luccichio minerale, il reperto si presenta come un autentico frammento del nucleo originario del pianeta, testimonianza tangibile delle forze che hanno modellato la crosta terrestre.
Il masso è stato rinvenuto nelle colline dell’entroterra iseano e recuperato grazie all’impegno congiunto del Gruppo Speleologico del Montorfano, del Comune di Coccaglio e di diverse imprese e volontari locali. Il trasporto – un’operazione complessa e delicata – è stato reso possibile dall’intervento gratuito di aziende del territorio e dalla disponibilità dei proprietari del terreno. Ora, posizionato lungo il percorso espositivo del Parco geologico, il blocco di gneiss si offre ai visitatori come un nuovo tassello del grande racconto della Terra.
Cos’è lo gneiss?
Il termine, derivato dal tedesco Gneis (da gneist, “scintilla”), richiama proprio il suo aspetto brillante. Si tratta di una roccia metamorfica molto comune nella crosta continentale, formatasi a grandi profondità per effetto di altissime pressioni e temperature, durante i processi di collisione tra placche tettoniche che danno origine alle catene montuose. Campioni di gneiss si ritrovano in tutto il mondo — dalle Alpi al Giappone, dall’India alla Foresta Nera — e in Italia in luoghi emblematici come la Sila, il Monte Bianco e la Val Formazza
Con questa nuova acquisizione, il Parco geologico di Coccaglio si conferma uno polo di divulgazione scientifica molto vivace della provincia di Brescia. Ospita 18 rocce: micascisti del Maniva, la formazione di Collio, il conglomerato del Dosso dei Galli, le vulcaniti di Auccia, il verrucano lombardo, il servino, la carniola di Bovegno, la volpinite, il calcare di Angolo, il calcare di Esine, la dolomia principale, la corna, il calcare di Monte Domaro, il selcifero lombardo, la maiolica, la pietra di Sarnico, il granito (e tonalite) e infine il conglomerato del Monte Orfano. Il parco è in via delle Calcine ed è aperto dalle 8 alle 23.
L’importanza del parco geologico
Un parco geologico non è soltanto un’esposizione di rocce, ma un vero e proprio archivio della memoria terrestre, un luogo in cui la scienza incontra la meraviglia del tempo profondo. Ogni masso racconta un evento geologico, un ambiente scomparso, un frammento di storia planetaria: studiarli e conservarli significa comprendere le radici materiali del paesaggio e del nostro stesso habitat. In un’epoca in cui il rapporto dell’uomo con la natura appare sempre più fragile, iniziative come quella di Coccaglio assumono un valore educativo e culturale di primaria importanza: avvicinano il pubblico al linguaggio della geologia, favoriscono la consapevolezza ambientale e restituiscono dignità alla Terra come organismo vivo e in continua trasformazione.
Mauro Ferrari





