“Ogni ruolo conta ed è fondamentale all’interno della società”.
Con queste parole Mons. Gian Maria Fattorini, Prevosto di Chiari, ha concluso la celebrazione presso la ditta C.B. Srl, sottolineando come il lavoro sia un servizio concreto al bene comune.
Ed è in queste parole che possiamo trovare la sintesi della Santa Messa svoltasi giovedì 30 aprile in via dei Tintori 1/a, un evento che ha messo al centro la dignità del fare prima ancora del rito formale.
Poco prima della benedizione finale, la presidente delle Acli Monica De Luca ha richiamato l’attenzione sulle responsabilità di chi governa e di chi fa impresa, auspicando che l’attività produttiva sia sempre orientata alla giustizia e alla cooperazione e non al conflitto.
“Che l’attività umana sia orientata alla dignità di ogni lavoratore.”
Questo appello ha trovato riscontro visivo durante il momento dell’offertorio: accanto al pane e al vino, sono stati portati all’altare alcuni strumenti simbolo del lavoro quotidiano — un casco protettivo, un martello e una chiave inglese — a sottolineare l’ importanza di poter operare in condizioni di salute e sicurezza.
La concretezza dei temi trattati, dalla giusta retribuzione alla tutela dei lavoratori, è stata avvalorata da un’ampia partecipazione istituzionale: presente il Sindaco Gabriele Zotti, il Vice Sindaco Roberto Campodonico, gli Assessori Federica Mazzotti e Roberto Goffi, il Presidente del Consiglio Comunale Claudio Prandelli e diversi consiglieri fra cui Domenico Codoni e Maurizio Libretti.
Proprio questa partecipazione suggerisce una riflessione interessante: in un contesto socio-economico complesso, celebrare il Primo Maggio coinvolgendo istituzioni, rappresentanze sociali come le Acli e realtà produttive locali, fa confidare in una sempre più marcata riduzione della distanza tra politica e quotidianità.
Il ritrovo “sul campo”, in questo caso tra i macchinari di una fabbrica, delle varie componenti di un territorio, garantisce che le istanze dei lavoratori continuino a essere parte di un dialogo diretto con gli amministratori. Politiche comunali e dinamiche aziendali possono così convergere verso la tutela del tessuto economico e sociale locale.
L’iniziativa, organizzata dal circolo Acli di Chiari insieme alla Parrocchia, prosegue un percorso iniziato negli anni ’60 sotto il pontificato di Paolo VI°.
A oggi, questa celebrazione resta l’unico momento comunitario in città dedicato alla Festa del Lavoro e a San Giuseppe Lavoratore: una tradizione che non smette di ricordare come la “città dell’uomo” si costruisca solo attraverso un lavoro dignitoso e condiviso.
Mara Ghidini





