Martedì 13 ottobre 2026

Pedaliamo sulle “Ali delle emozioni”

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Un viaggio emozionale all’interno della storia ciclistica italiana dagli anni ’60 e ’70 è stato allestito nel Museo della Città in Piazza Zanardelli dal 16 al 17 maggio.
La mostra, curata dall’appassionato di ciclismo Matteo Ghitti, in collaborazione con il gruppo “Giovani ciclisti Bresciani anni ’70-‘80”, Claudio Pelucco e Pietro Facchetti, nasce dal desiderio di raccontare un’epoca speciale del ciclismo in cui lo sport era fatto di fatica reale, autentica, sfide epiche e di uomini capaci di trasformare ogni corsa in una storia da ricordare.
“La mia grande passione per il mondo del ciclismo mi ha portato nel tempo a collezionare maglie, biciclette e cimeli degli atleti, al fine di condividere con il pubblico le emozioni che si possono rivivere attraverso la storia di questi campioni” afferma Matteo Ghitti.
Grazie all’appassionato ciclista Roberto Campodonico, Vicesindaco di Chiari, è stata allestita la straordinaria mostra ad ingresso libero patrocinata dal Comune che si è presentata come un’esposizione esperienziale che rievoca i trionfi su strada di autentici “assi del pedale” protagonisti con le loro imprese epiche della storia del ciclismo. Interpreti di questo viaggio sono campioni straordinari come Felice Gimondi, Gianni Motta e Michele Dancelli, che hanno fatto letteralmente sognare intere generazioni, confrontandosi con un avversario unico come Eddy Merckx, famoso per la sua determinazione e grandezza sportiva.
La mostra si è proposta di raccontare storie di sacrificio, di passione, di strade percorse sotto il sole e sotto la pioggia per entrare nelle case attraverso la radio o la televisione in bianco e nero. Maglie, fotografie, cimeli e oggetti esposti sono la testimonianza viva di un tempo in cui lo sport sapeva emozionare in modo diretto e profondo.
“Con le maglie e i cimeli che nel tempo ho collezionato, ho l’obbiettivo di fare rivivere le emozioni delle eroiche imprese dei Campioni di Ciclismo” racconta Matteo. Le maglie sono colori, storia, cultura, simboli, bandiere, vita e ricordi. Quando si bagnano di sudore durante l’impresa del campione che le indossa, lo spettatore prova una grande emozione. “Ho sempre creduto nell’importanza di associare ad ogni oggetto esposto una narrazione, perché grazie alla storia, i visitatori possono riviverne il ricordo, provando nuovamente l’emozione di allora” racconta Matteo che ha anche aperto un sito: www.sullealidellemozioninbici.it nel quale è possibile vedere tutta questa passione che porta in giro.
Insomma, questa non è stata solo un’esposizione di biciclette e maglie ma un vero e proprio viaggio esperienziale nel ciclismo Romantico degli anni ’60 e ’70 che pensiamo abbia trasportato appassionati, e non, in un periodo storico di grandi emozioni e sfide sulle due ruote.

Laura Longinotti

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