Dal 23 al 25 gennaio il CG2000 di Chiari ha ospitato la “Tenda della Pace”, iniziativa promossa dall’omonimo gruppo e coordinata dall’assessorato alle Politiche culturali.
Tre giorni intensi, che hanno coinvolto bambini, ragazzi, adolescenti e adulti, offrendo alla comunità uno spazio di dialogo, riflessione e partecipazione attiva sul tema della convivenza pacifica.
Il titolo scelto dagli organizzatori, “Impariamo la Pace”, ricorda che la pace non è un concetto astratto, ma un percorso concreto fatto di scelte, relazioni e gesti quotidiani. Il sottotitolo, “Ci sono tanti modi per fare la pace, tranne la guerra”, ribadisce come il conflitto armato non possa mai rappresentare una soluzione.
L’iniziativa si è aperta venerdì 23 gennaio con un primo incontro attorno alla tenda rivolto ai giovani.
La serata è poi proseguita in sala conferenze con la proiezione del film-documentario “No Other Land”, che ha offerto importanti spunti di riflessione, approfonditi nel dialogo guidato da Don Adriano Bianchi.
La giornata di sabato 24 gennaio è stata particolarmente ricca di attività: in mattinata il piazzale dell’oratorio ha ospitato il “Laboratorio di pace”, un’occasione educativa per avvicinare i più piccoli ai valori del rispetto e della collaborazione; nel pomeriggio è stato predisposto uno spazio ludico con i “Giochi di pace”, che hanno coinvolto Scout, ACR e gruppi di catechismo; momento particolarmente intenso quello della testimonianza di Mariam Ghassan, tenutosi alle 18: le sue parole hanno offerto uno sguardo autentico sul significato della Pace vissuta nella quotidianità, toccando profondamente gli animi dei presenti, in particolare quelli di ragazzi e adolescenti.
Significativo anche il momento di convivialità rappresentato dalla cena condivisa al bar del centro giovanile, prima della conclusione della giornata con il ritrovo “Musica di Pace”: un grande raduno in cui le voci e i repertori musicali hanno unito le emozioni e i linguaggi dei presenti.
Domenica 25 gennaio l’iniziativa si è spostata in piazza Zanardelli dove, dalle 11.30 alle 12 si è svolto il “Cerchio della pace” aperto a tutta la cittadinanza.
Un gesto semplice ma carico di valore, la sintesi dei tre giorni vissuti.
“Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino” è stato detto nel discorso conclusivo a due voci.
“La pace è un dono che attraversa porte e barriere” si è aggiunto, ricordando le parole del Papa.
La chiusura simbolica della Tenda non segna però la fine del percorso.
Gli organizzatori hanno infatti espresso l’intenzione di proporre nuove iniziative durante l’anno, con la consapevolezza che la pace non può essere un tema affrontato solo in certe occasioni, ma un impegno costante e condiviso.
La “Tenda della Pace” ha lasciato quindi il suo segno, ricordando a tutti che ascolto, confronto, rispetto reciproco e solidarietà sono le fondamenta di una comunità viva e consapevole. E che la pace si impara, si costruisce e si custodisce insieme, giorno dopo giorno.
Mara Ghidini





