In previsione dell’iniziativa organizzata per il 28 marzo in Piazza Martiri della Libertà dalla rete nazionale 10 100 1000 piazze di Donne per la pace, abbiamo intervistato il gruppo di volontari Insieme per la pace, parte della Rete Franciacorta insieme al Tavolo della pace, al Cerchio delle Donne e al Centro Sociale 28 maggio.
In cosa consiste l’iniziativa organizzata per il 28 marzo?
La manifestazione prevede la creazione, in contemporanea in tutte le città d’Italia, di un arazzo, una rete, un tappeto o una bandiera che le donne sono chiamate a cucire, tessere o ricamare in piazza Martiri della Libertà. Noi volontari del gruppo Insieme per la pace ci siamo trovati per oltre un mese, due volte alla settimana, in Consultorio per preparare un enorme lenzuolo da continuare in piazza. Questo progetto comunque non si fermerà qui. Stiamo già organizzando diverse iniziative, come la marcia per la pace che si terrà presumibilmente tra maggio e giugno.
Come nasce il gruppo?
Ci conoscevamo già tutte, eravamo amiche. E tutte ci chiedevamo cosa potessimo fare per fermare la guerra in corso in Palestina. Abbiamo organizzato diverse iniziative per aiutare il popolo palestinese, perchè è una guerra che ci è molto vicina e, come gocce, cerchiamo di fare qualcosa per dare il nostro contributo. Abbiamo organizzato mercatini, flash mob e manifestazioni con cartelloni per il cessate il fuoco. Al Consultorio è nato anche il gruppo “Il mondo in una stanza”, dove donne di diverse etnie residenti nel paese potessero trovarsi per portare avanti progetti insieme.
Oggi siamo circa dieci, dodici persone: tutte donne e un uomo. Per questo il nome del gruppo è cambiato da “Donne per la pace” a “Insieme per la pace”, per essere più inclusivi. Le età spaziano dai 30 agli 86 anni, quindi il gruppo è composto da persone di generazioni diverse. Speriamo che vengano in piazza con noi anche le giovanissime, che hanno contribuito comunque al lavoro cucendo dei fiori da applicare successivamente al lenzuolo.
Cosa avete scelto di cucire per la manifestazione?
Abbiamo deciso di utilizzare un lenzuolo, sul quale lavorare tutte insieme. Abbiamo voluto dargli anche un senso ecologico: attorno al simbolo della pace, che campeggia al centro, troviamo rimandi all’ambiente, con la terra, il cielo, gli alberi e i fiori.. È stato utilizzato esclusivamente materiale di riciclo, per dargli nuova vita.
La cosa veramente bella è che abbiamo iniziato noi di Insieme per la pace, e via via si sono unite anche altre donne, sia della Rete che al di fuori di gruppi di volontario. Quando ci incontriamo non c’è una vera direzione: ognuno sa cosa fare e trova spontaneamente il proprio spazio nel lavoro. Quindi è proprio il frutto dell’operato di ognuno, che ci mette quello che si sente di metterci. Molte donne hanno poi coinvolto anche i mariti, i figli e i familiari, che a casa tessono per aiutarci a completare il lenzuolo. L’atto del cucire assume così un valore simbolico: riparare, riutilizzare vecchie cose, intrecciarle insieme e prendersi cura di ciò che abbiamo, della terra, un po’ come fanno le donne con i propri figli. Ecco, così sta nascendo il nostro progetto: piano piano, come un figlio.
I bambini verranno coinvolti il 28 marzo?
Assolutamente sì. Probabilmente il 28 marzo ci sarà un unico tavolo in piazza, davanti al n.23, dove le donne potranno mettersi per continuare il proprio lavoro. Per i bambini si sta pensando di preparare delle tavolette che possano tenere sulle ginocchia, così da poterci poggiare un pezzo di stoffa sul quale disegnare, incollare, dipingere quella che è la loro idea della pace. Siamo sicuri che si otterranno dei lavori meravigliosi, in quanto la creatività dei bambini, che spesso manca negli adulti, ci stupisce sempre.
Chiara Sirani





