Martedì 13 ottobre 2026

Quattro Chiacchiere con Massimo Vizzardi

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A due anni dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale, abbiamo intervistato l’ex sindaco di Chiari e consigliere comunale di opposizione, Massimo Vizzardi.

Come valuta l’operato della nuova Amministrazione?
Questa è un’Amministrazione che vive molto di rendita del passato. I dieci anni precedenti sono stati dedicati alla messa in sicurezza del bilancio comunale; anni durante i quali sono stati realizzati i più importanti progetti della città: le scuole, la sistemazione degli immobili comunali, l’illuminazione, la viabilità, il Cinema Teatro Sant’Orsola e la caserma dei carabinieri, già finanziata e appaltata. Ma anche l’asilo nido (progetto interamente finanziato), la realizzazione del tempio crematorio e il recupero ambientale dell’ex cava Fin Beton. Non solo questi progetti procedono con ritardo ma c’è stato anche un aumento della tassazione: IRPEF, TARI, mensa scolastica e trasporto, canoni e imposte hanno subito vertiginosi aumenti non giustificati.

Quali sono i principali successi e quali gli errori che stanno perseguendo?
Il grande errore di questa Amministrazione è la mancanza di pianificazione. Ci sono molte iniziative fini a se stesse, di stampo anche demagogico. Sul tema della sicurezza, ci sono stati una serie di fatti che la minoranza non ha voluto cavalcare perché la sicurezza è una competenza nazionale, dello Stato. Al contrario sarebbe successo il finimondo. La figura del sindaco-sceriffo funziona sotto il profilo pubblicitario, ma non corrisponde alle competenze di un sindaco. Quello su cui si stanno concentrando in questo momento sono eventi dal grande richiamo, ma che risultano fini a se stessi.

Cosa pensa della loro comunicazione, anche social?
Hanno una comunicazione lontana dai parametri stabiliti dalla legge. La comunicazione comunale dovrebbe essere istituzionale, non propaganda. Soprattutto nei mesi iniziali attaccavano gli avversari politici, oggi “tagliano fuori” persone non gradite da testi e fotografie. C’è poco rispetto delle istituzioni.

Ci sono delle proposte che avete portato in Consiglio di cui ci vuole parlare?
Questa è un’Amministrazione molto chiusa. Un tema a noi molto caro è quello della cava: sono contrario al riempimento della cava con materiali di recupero, che inizialmente sembrava dovessero arrivare solo dalla FS e adesso invece sembra arrivino anche da altre società, anche private. La nostra idea era creare un lago di 700.000 mc, che potesse essere punto di ritrovo per la cittadinanza, oltre che per il mondo dell’agricoltura, ma c’è stata una chiusura. La cava viene pensata unicamente in funzione del guadagno che può generare. Lo stesso discorso si può fare per villa Almici: poteva essere un interessante luogo per servizi importanti per la città, anziché avvallare l’istanza legittima di un privato di fare una piccola speculazione edilizia. Per me fare politica significa avere una visione su cosa si voglia fare e come ottenerlo, con un massimo rispetto, letterale, delle norme di legge e la massima trasparenza, rifiutando qualsiasi forma di demagogia e conflitto di interesse. Sotto alcuni aspetti questa Amministrazione va nel senso opposto.

Quali sono le principali preoccupazioni dei cittadini?
Penso che un politico non debba dare ai suoi cittadini delle piccole rassicurazioni, ma una chiara prospettiva: Chiari ha tutto per fare bene. I cittadini oggi sono preoccupati sicuramente dalla situazione internazionale, a mio avviso pericolosa. Una delle battaglie che sto facendo è quella per Gaza e per il Libano, dove è palese che il diritto internazionale e i diritti umani siano schiacciati. Viviamo in un mondo dove tutto sta diventando relativo e invece ci sono dei valori che devono essere inflessibili, come la democrazia e il rispetto per gli altri, tanto a livello locale quanto internazionale. Ci sono temi importanti, come quello della casa o della sicurezza. Una presenza significativa di stranieri può portare a un tema di sicurezza percepita che va affrontata non solo con la forza, ma anche con politiche di dialogo e integrazione. Un altro tema fondamentale è il sostegno alle giovani famiglie. Viviamo in un periodo di inverno demografico. Bisogna intervenire con politiche, anche a livello locale, che investano sulle soluzioni abitative e sui servizi per i più giovani. Servono servizi efficienti e non costosi per famiglie che vedono entrambi i genitori lavorare. Non si può pesare solo sui nonni.

Se oggi fosse ancora sindaco, quali sarebbero le sue priorità?
Cercherei di dare alla città un percorso culturale importante: il Cinema Teatro deve funzionare. Priorità anche agli impianti sportivi, che è un tema dove oggi si galleggia. Pensiamo alle abitazioni: c’è un progetto di 14 milioni di riqualificazione sotto il profilo energetico delle case comunali, ma manca l’attenzione su un piano case a Chiari, che doveva essere la priorità. Servono case per i giovani, come gli studentati, che sono stati trascurati, e una migliore gestione del nido comunale, dei parchi e delle scuole, che devono essere più monitorati. È mancata un’attenzione nei confronti delle famiglie. Anche sul tema ospedale penso non ci sia stato abbastanza ragionamento. Si è, a oggi, ignorato cosa significhi spostare in periferia una struttura simile, che oggi si trova in centro al paese; quali le conseguenze per l’economia del centro cittadino? E per lo spostamento degli anziani? Cosa vogliamo farne della vecchia struttura? Ricordiamo che su di essa si sono investiti decine di milioni di euro negli ultimi anni. Troppa improvvisazione. Non può esistere un’azione amministrativa senza una visione. Un sindaco deve avere ben chiaro l’obiettivo dei suoi mandati e spronare i giovani al bene comune, soprattutto in un periodo dove a comandare sono gli interessi economici. Vorrei tornare a un periodo dove la politica non sia solo propaganda, ma sostanza. Spero che due attori importanti come la politica e la stampa possano essere elementi di discussione e ragionamento, non di polemiche sterili. Quello che spero e mi auguro è un ritorno a una politica con meno propaganda e più contenuti.

Chiara Sirani

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