Lunedì 12 ottobre 2026

Brescia, Palazzo Martinengo: la presentazione del libro di Clara un’occasione per parlare di disturbi alimentari

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Nei giorni scorsi, presso palazzo Martinengo a Brescia, è stato ufficialmente presentato il libro della manerbiese Clara Tinti. “Cadono pezzi di me” è una testimonianza contro i disturbi alimentari raccontata dalla 16enne che ripercorre, con estrema schiettezza, la strada fino ad ora effettuata in un tunnel nel quale cerca, ora, di intravedere la luce. Clara ha trascorso 4 mesi presso il Centro Pilota Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare Richiedei di Gussago dove è stata seguita da un’equipe multidisciplinare di professionisti. Allontanata completamente dal mondo esterno per un intero mese – così come prevede il protocollo terapeutico – la giovane ha trovato nella scrittura una modalità di conforto e introspezione molto efficace. “Dopo un’iniziale fase motivazionale, il programma terapeutico si compone di tre fasi, ciascuna con caratteristiche differenti di approccio” spiega Mauro Consolati, direttore del centro “la prima fase prevede proprio un allontanamento del paziente dal mondo esterno, niente cellulare, niente incontri con famiglia o amici. Si tratta di un isolamento forzato che facilita l’introspezione e la ricerca di una consapevolezza del proprio stato emotivo e fisico. Le pazienti scrivono lettere che saranno poi consegnate, dagli operatori, ai genitori, ogni fine settimana. Una comunicazione epistolare che rimanda ad un passato lontano e che si rivela essere un ottimo strumento per indagare il proprio stato d’animo”. Nato 31 anni fa, il centro di Gussago è stato il primo progetto, su scala nazionale, a trattare questi disturbi. Oggi la struttura può ospitare 12 degenti, in ricovero permanente per qualche mese, ma offre anche un MAC, Modulo a Ciclo Diurno con la possibilità di ingresso la mattina e rientro a casa la sera. “Solo il 30% delle persone con diagnosi di DCA, disturbi del comportamento alimentare, necessita di ricovero” precisa Consolati “in altri casi può essere sufficiente la frequentazione presso il MAC o la sola presa in carico da parte di un’equipe multidisciplinare. Noi riusciamo a trattare oltre 100 pazienti l’anno”. I disturbi alimentari riconosciuti dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali sono, ad oggi, otto. Le patologie più diffuse continuano ad essere, da anni, anoressia e bulimia e l’età di insorgenza è in progressiva diminuzione. “I primi segnali di un disturbo alimentare si possono intravedere già a partire dai 10-11 anni” spiega Federica Pagani, responsabile dell’ambulatorio di Neuropsichiatria infantile degli Spedali Civili di Brescia per i disturbi della nutrizione e alimentazione “negli ultimi tempi abbiamo visto un aumento di bambini, anche maschi, che soffrono, per esempio, di ARFID, Avoidant Restrictive Food Intake Disorer (disturbo evitante restrittivo dell’assunzione di cibo) e che si manifesta con un’estrema selettività verso il cibo, rifiuto di cibi per colore, consistenza, odore o aspetto, paura di soffocare, vomitare o stare male dopo aver mangiato e riduzione significativa dell’apporto nutrizionale”. Tutti i disturbi alimentari, inseriti nell’ampio spettro delle malattie psicosomatiche, rappresentano la punta dell’iceberg di una grande sofferenza interiore, spiega Pagani. “Le cause sono molteplici. Anoressia e bulimia sono due facce della stessa medaglia: il corpo è uno strumento per evidenziare la sofferenza e riescire a trovare nel sintomo la modalità di gestione del dolore”. Questo processo di strumentalizzazione del corpo come mezzo per gestire le emozioni si evince chiaramente nelle oltre 200 pagine del libro di Clara. In “Cadono pezzi di me” non c’è nessuna pretesa di insegnamento alcuno, specifica la studentessa. “Mettere la mia sofferenza a disposizione di chi soffre mi scalda il cuore” precisa l’autrice “spero che questo libro possa aiutare le persone a sentirsi capite e non estranee al mondo e che possa incitare i genitori di chi è vittima e la vittima stessa a chiedere aiuto”.

Barbara Appiani

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