Egregio direttore,
nei giorni scorsi con il caldo boia, mia figlia Elena, per farmi rimanete a casa data la mia veneranda età, mi ha regalo un libro, scritto da un nostro ragazzo manerbiese di 25 anni neurodivergente. Una penna giovane che merita attenzione ed aiutata proprio per questa opera.
Il “Lato oscuro dello specchio”, questo è il titolo del libro, e l’autore è Luca Margotti, che ha scelto di non scrivere (su di sé) ma di costruire un mondo strano. La storia parte da un’estate noiosa e da una visita al luna park e finisce in una lotta per la sopravvivenza. Alex e la Elena, i due protagonisti, inseguano una leggenda metropolitana e finiscono risucchiati in un’altra dimensione. Si trovano creature meravigliose e terribili, e una tribù di ragazzi che condivide il loro stesso destino.
È un fantasy, sì, ma non solo d’avventura. Alex è il ragazzo che si chiede se c’è la farà, che porta con sé la rabbia e l’insicurezza di chi si sente diverso. È il “lato oscuro” dello specchio. Elena è il coraggio, è la forza di non mollare, di guardare avanti anche quando casa e famiglia sembrano irraggiungibili. Tra loro nasce la vera crescita, scoprendo, tra nostalgia e curiosità, il proprio valore. Lo fanno in un luogo estremo, ma con emozioni che riconosciamo tutti. Il colpo di scena arriva alla fine: proprio quando Alex ed Elena pensano di aver trovato la via della casa, scoprono un complotto dentro la propria gente. Alleanze, inganni e scontri: dovranno scegliere se salvare gli amici o redimere i nemici. Ecco il punto: Luca non si ferma al combattimenti, chiede ai suoi personaggi la cosa più adulta che esista, cioè la capacita di perdonare per andare avanti.
Una storia di fantascienza, che Luca ha ideato con una scrittura agile, divertente e anche reale, solida e concreta, e rivolta indistintamente sia agli appassionati che a lettori occasionali.
Luigi Andoni





