Leno è pronta ad accogliere l’unica tappa della Bassa Bresciana del “Giro d’Italia per la Pace”. Un evento importante e significativo reso possibile grazie alla adesione della Parrocchia di Manerbio e alla sensibilità del parroco don Alessandro Tuccinardi. L’appuntamento è fissato per sabato 19 settembre alle ore 14,30 al parco Paolo VI di Manerbio da dove si partirà alla volta di Leno. Il percorso “bike” di 8 chilometri terminerà intorno alle 16,00 all’ex ippodromo di Leno. Qui saranno accolti i ciclisti della tappa del giro d’Italia per la pace. Numerose le realtà che hanno aderito all’iniziativa come i circoli di Legambiente e alcune scuole del territorio che si sono organizzate anche per i trasferimenti dei ragazzi. La tappa bresciana del Giro d’Italia per la Pace coinciderà, nello stesso luogo, con “Fare pace con l’ambiente”, evento finalizzato alla sensibilizzazione ambientale. Due tematiche molto importanti che si intersecano e si promuovono vicendevolmente e che hanno trovato il sostegno e l’adesione di associazioni, circoli, istituti scolastici e altre realtà provinciali. Dalle ore 10,00 alle 19,00 saranno aperti stand, si potrà conoscere il mercatino del riuso di Manerbio – che per l’occasione sarà trasferito a Leno – e i gruppi di acquisto solidale. La “Lampada della Pace” di Assisi è il simbolo del Giro d’Italia per la Pace che attraverserà l’Italia per far rinascere in tutti “il sogno universale della fraternità e dell’amicizia sociale” e costruire l’alternativa alla guerra (Enciclica “Fratelli Tutti” – Marcia PerugiAssisi 2025). In un tempo buio che uccide la fiducia e la speranza, “ogni città è un candelabro destinato a far luce al cammino della storia“ (Giorgio La Pira). Sono oltre 130 le tappe che sta toccando, in questi mesi, il “Giro d’Italia per la Pace e i Diritti Umani” promosso dalla Fondazione PerugiAssisi insieme al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Rete Nazionale delle Scuole di Pace, la Fondazione PerugiAssisi per la Cultura dellaPace, la Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace), il Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies, il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e Cattedra Unesco “Diritti Umani, Democrazia e Pace” dell’Università di Padova. L’obiettivo dell’iniziativa è ri-costruire una coscienza, una cultura e una politica di pace e un nuovo cammino per promuovere la pace e la fraternità lungo l’intera penisola. La pace non è un evento. È un processo. Ogni tappa del Giro è un inizio. Un’occasione per pensare, dialogare, riflettere, progettare e agire assieme, in un tempo in cui siamo chiamati a difendere e costruire la pace. Ogni tappa sarà un’occasione per rilanciare l’impegno per la pace della città in questione e rappresenterà un’opportunità per pensare, dialogare, riflettere e agire collettivamente per costruire la pace a partire dal livello locale. L’obiettivo che gli organizzatori vogliono condividere è quello di dare spazio ai costruttori e alle costruttrici di pace più giovani, fin dalla fase di ideazione e progettazione delle attività da realizzare in ciascuna tappa. Ogni tappa mette al centro la pace come responsabilità, individuale e collettiva, coinvolge le giovani generazioni, valorizza il territorio come Cantiere e Scuola di Pace e lascia un segno che continua dopo l’evento. Elemento simbolico della tappa è l’accoglienza della Lampada della Pace di Assisi. “Come comunità cristiana di Manerbio abbiamo scelto di sostenere e partecipare al Giro d’Italia per la Pace” ha dichiarato il parroco di Manerbio don Alessandro Tuccinardi “
Perché lo facciamo?
La “Lampada della Pace” di Assisi gira l’Italia per far rinascere “il sogno universale della fraternità e dell’amicizia sociale” (Enciclica Fratelli Tutti).
In un tempo buio che uccide la fiducia e la speranza, come diceva Giorgio La Pira, “ogni città è un candelabro destinato a far luce al cammino della storia”.
Noi vogliamo essere quel candelabro.
L’amicizia apre strade di pace. Lo abbiamo sperimentato venerdì 28 agosto, a Manwerbio, intorno alla stessa tavola con culture, nazionalità e storie diverse. Ora lo sperimentiamo su una strada vera, pedalando insieme da Manerbio a Leno, per accogliere i ciclopacifisti e dire che un altro modo di vivere è possibile: più sobrio, più rispettoso del creato, più fraterno.
Non serve essere allenati. Serve aver voglia di esserci”
Barbara Appiani





