Martedì 13 ottobre 2026

Gianpaolo Alberti, una passione che l’ha portato a diventare il “numero due” della Germani Basket

Da passione coltivata fin dalla più tenera età a professione che lo ha lanciato in alto nel firmamento sportivo: per il 38enne monteclarense Gianpaolo Alberti la pallacanestro è una ragione di vita, soprattutto dallo scorso anno quando la dirigenza della Germani Basket, formazione bresciana che milita in serie A, lo ha voluto in qualità di vice allenatore (o, come si dice nel gergo tecnico, assistente allenatore), dunque numero 2 di mister Matteo Cotelli. Una carriera costruita passo dopo passo, sempre nell’umiltà che lo contraddistingue e che caratterizza anche la sua famiglia, con papà Aldo e mamma Milly insegnanti ora in pensione e dediti al volontariato e alla Parrocchia e il fratello Davide, chef rinomato senza grilli per la testa. A campionato quasi concluso, quando mancano ancora due gare al termine della stagione (a Tortona il 3 maggio prima dell’ultima il 10 maggio in casa contro Sassari), la Germani punta a blindare il secondo posto che le consentirebbe di disputare i play-off previsti da metà maggio da una posizione di vantaggio. Gianpaolo ha le idee chiare, come il suo coach: “La nostra bestia nera è Bologna, contro la quale abbiamo sempre perso quest’anno: l’obiettivo è trovare il modo per riscattarci. Vedo bene anche Milano che può contare su un allenatore validissimo. Quanto al nostro rooster possiamo contare in particolare su nomi come il capitano Amedeo Della Valle, Nikola Ivanovic, Miro Bilan e Jason Burnell che sono da anni a Brescia e che in questi anni hanno incarnato al meglio i nostri valori”. Il ruolo di vice allenatore comporta un impegno non indifferente proprio nello studio delle qualità dei cestisti: si parte con il raccogliere tutte le informazioni che riguardano i campi avversari, dal tecnico all’ambiente, arrivando ai match precedenti disputati approfondendone tutti gli aspetti per poi effettuare la scoutizzazione delle statistiche e la messa in atto delle strategie migliori per vincere. Un ruolo prezioso e indispensabile che viene concretizzato insieme ad altri due assistenti affinché mister Cotelli ogni settimana abbia una panoramica completa della squadra che si andrà ad affrontare e, possibilmente, a battere. Ma come si arriva a diventare numero uno di una squadra tra le migliori del campionato di serie A di basket? Dalla passione, come dicevamo all’inizio, nata all’età di 4-5 anni: e mentre i suoi amici si dilettavano con il calcio, lo sport più popolare al mondo, Gianpaolo fu invogliato dai genitori a praticare la pallacanestro. Un percorso partito da amatore per poi a soli 18 anni avere la certezza che il suo lavoro sarebbe stato quello di ricoprire la carica di allenatore. E così, via di corsi per ottenere il patentino, prima per allenare i ragazzi del minibasket quindi, grazie anche all’intuito di un ex docente di educazione fisica, Marco Mazzolari di Carpenedolo, l’ingresso nell’Amico Basket della cittadina dei carpini dove il monteclarense si è fatto notare alla guida delle giovanili, prima di passare a quelle della Pallacanestro Brescia. In pochi anni Gianpaolo si è trovato a capo di formazioni di Under 19 e quindi il grande salto in prima squadra nella Germani per volontà di Mauro Ferrari come quarto assistente in una società che in tre anni ha raggiunto la finale scudetto, ha vinto la Coppa Italia e ora se la gioca per un altro grande traguardo. In mezzo a tanto sport, in passato, ci sono stati anche un diploma di Liceo Scientifico conseguito all’Istituto “Don Milani” di Montichiari (“un grazie immenso a due mie insegnanti, Chiara Filippini e Daniela Bologna, che molto hanno significato in fatto di impegno, motivazione, passione nello studio”), una laurea in Scienze Motorie e qualche lavoretto come barman per arrotondare quando c’era bisogno. Il suo futuro? Nessun passo affrettato, confida a Paese Mio, perché c’è un campionato da finire, i play-off da disputare al meglio e poi si vedrà: “A Brescia mi sto trovando bene, è una società solida, ho costruito ottimi rapporti. Sull’eventuale rinnovo si vedrà a tempo debito”. Testa sulle spalle, concentrazione sul presente, amore per ciò che si fa: è così, in fondo, che si può arrivare in alto, senza mai montarsi la testa e ben consci delle proprie capacità.

Federico Migliorati

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