Il Comitato SOS Terra Montichiari, guidato dal presidente Gigi Rosa, ha convocato, mercoledì 20 maggio a Vighizzolo, un incontro informativo urgente per spiegare ai cittadini cosa sta accadendo attorno alla discarica Gedit, situata proprio nel cuore della frazione. Un incontro necessario, quasi inevitabile, dopo la notizia, divulgata nei giorni scorsi, che ha scosso residenti e attivisti: il TAR ha autorizzato Gedit a conferire ulteriori 155.000 metri cubi di rifiuti inerti, nonostante il raggiungimento del volume massimo nel 2020. Rosa ha ricostruito la vicenda con precisione. «Il volume complessivo autorizzato era di 944mila metri cubi — ha ricordato — e quella soglia è stata già raggiunta. Eppure, sull’onda di un precedente analogo ottenuto da un altro impianto (Sistema), Gedit ha presentato un ricorso al TAR sostenendo che i metri cubi utilizzati per le opere di messa in sicurezza della discarica e quelli serviti per coprirla, non avrebbero dovuto essere conteggiati come “riempimento” effettivo. Hanno, dunque, chiesto di portare del rifiuto in più per sopperire a questi volumi. Esiste una nuova normativa che impedirebbe questo e che prevede che vengano definiti già in fase di progettazione i volumi di rifiuti da conferire e quelli occupati dalle coperture giornaliere, in modo che lo spazio dei rifiuti sia stabilito in modo inequivocabile. Tale norma è stata, però, elaborata nel 2020 e la Gedit è stata aperta 10 anni prima e, purtroppo, si rifà a normative precedenti». La Provincia di Brescia, come ha sottolineato il presidente di SOS Terra e ribadito il Sindaco Togni, presente all’incontro, aveva definito da subito la richiesta “non autorizzabile”, ma il TAR ha ribaltato la posizione, stabilendo che non si tratta di un volume aggiuntivo rispetto a quello originariamente previsto. Una decisione che, nelle parole di Rosa, «riempie di rabbia e di preoccupazione» e che soprattutto apre un precedente pericoloso: l’indice di pressione ambientale rimane formalmente intatto, ma nei fatti viene aggirato. Il passaggio più contestato della sentenza riguarda i controlli. Il TAR stabilisce infatti che ARPA dovrà verificare la correttezza dei volumi solo a fine conferimento, cioè a novembre 2027. Un orizzonte temporale che preoccupa tutti. «Ci lascia perplessi — ha commentato Rosa — che i controlli vengano effettuati solo a discarica ormai colma e speriamo che possano invece anche essere compiuti in modo più ravvicinato nel tempo». Ma quali sono i rifiuti che arriveranno nuovamente a Vighizzolo? Secondo quanto emerso, i materiali che Gedit potrà conferire saranno: rocce e inerti, solidi derivanti da bonifiche di terreni e materiali non pericolosi. Non è prevista nemmeno la copertura con teli, una scelta che ha sollevato ulteriori dubbi tra i residenti. Il presidente ha concluso invitando i cittadini a diventare parte attiva del monitoraggio: «Speriamo nei controlli straordinari di ARPA, ma intanto dobbiamo essere noi i primi sensori del territorio». Per questo, sono stati distribuiti moduli per la rilevazione di odori, fumi e anomalie, strumenti fondamentali per documentare eventuali criticità. L’indice di pressione, lo strumento che dovrebbe impedire nuove discariche in territori già saturi, formalmente non è stato toccato, ma la sensazione diffusa nei monteclarensi è che la tutela esista solo sulla carta, mentre nella pratica si possano aprire spesso varchi interpretativi che permettono ai gestori di ottenere nuovi conferimenti di rifiuti.
Marzia Borzi





