Un’amicizia ritrovata o forse mai terminata? Chissà. Certo è che nessuno si aspettava in chiusura della tappa cittadina sul Futurismo con Giordano Bruno Guerri al Teatro Bonoris lo scorso 22 maggio una confessione personale su Aldo Busi. Il presidente del Vittoriale, che per l’occasione ha conversato con Roberto Chiarini del Centro Studi Rsi offrendo una panoramica di grande fascino sul movimento culturale fondato da Marinetti, ha ricordato l’ultimo suo incontro avuto con lo scrittore di “Seminario sulla gioventù”: “Era il 21 dicembre 2001. Eravamo in vacanza a Berlino, nel giorno del mio compleanno, nevicava. A un certo punto lui mi si piazzò davanti accusandomi di leggere ‘La rabbia e l’orgoglio’ di Oriana Fallaci. Non ci siamo più visti da allora”. Una rottura drastica, tuttavia sempre Bruno Guerri ha ammesso di avere continuato a leggere le opere del monteclarense. “Ebbene oggi sono andato a trovarlo perché gli voglio bene. Voi avete la fortuna di avere tra i vostri concittadini il più importante scrittore italiano degli ultimi secoli, altro che Manzoni. Un giorno diranno ‘sì, c’era Manzoni prima di Busi, però…”. Sta di fatto che ci siamo abbracciati come due fratelli, perché non si è mai rotto in realtà. Io mi sono sempre accertato della sua salute e la stessa cosa ha fatto lui con me”. “Oh, avete Busi a Montichiari – ha concluso lo storico – so che non piace a tutti, io però lo vorrei nella mia città”.
Federico Migliorati





