Dopo più di 44 anni davanti ai forni (rigorosamente a legna) a fine agosto andrà in pensione Maurizio Zaja, per tutti semplicemente Mauri della Torretta. Originario di Lipari, Zaja ha iniziato la sua carriera di pizzaiolo a soli 14 anni, subito dopo aver concluso la scuola dell’obbligo, e per l’impasto più amato del mondo ha scoperto una passione che è diventata un tratto identitario della sua personalità, una professione che non l’ha abbandonato per tutta la vita. Trasferitosi a Montichiari per amore, ha portato con sé i sapori del Sud, la manualità appresa nelle cucine siciliane e quella dedizione artigianale che lo ha sempre contraddistinto, anche quando le scelte professionali lo hanno portato altrove, prima all’Industria Lonati e poi alla Ristora. «Sono arrivato a Montichiari 40 anni fa – racconta – era novembre e la nebbia si tagliava veramente con il coltello. Fu una sfida un cambio tanto repentino di orizzonte di vita: da Lipari a Vighizzolo, non una scelta facile ma per amore si fa questo ed altro. La pizza, però, era una parte della mia identità che non riuscivo proprio ad abbandonare e, nonostante svolgessi altri lavori, nel fine settimana mi ritrovavo sempre davanti al forno a legna a cuocere pizze» L’impasto della pizza, dunque, anche a migliaia di chilometri di distanza, resta la sua lingua madre, fino a trasformare il sogno in realtà: in località Ro apre 15 anni fa “La Torretta da Mauri”, il suo locale di pizza e gastronomia da asporto. Un’insegna semplice, una saracinesca che si alza ogni giorno con costanza, una clientela affezionata che negli anni è diventata quasi famiglia. Il 22 agosto, quella saracinesca si abbasserà per l’ultima volta. Non per mancanza di entusiasmo o perché la passione sia spenta, ma per il raggiungimento di un traguardo naturale: la pensione, meritata e attesa, dopo una vita di lavoro. Zaja, però, non è stato solo un pizzaiolo di frazione: ha partecipato a numerosi campionati italiani e internazionali, ottenendo con i suoi impasti e sapori risultati di rilievo, come un 25° posto a Las Vegas su 350 partecipanti, una competizione che lo ha visto portare oltreoceano la sua pizza eoliana/monteclarense, fatta di tecnica, cuore e memoria. Oggi Mauri si dice pronto a prendersi un lungo periodo di riposo. Una pausa, finalmente, ma non un addio alla pizza: «La professione che per lunghi anni mi ha accompagnato non la dimenticherò – racconta – Supporterò come volontario il gruppo pizzaioli “PAC” nelle loro attività» E non potrebbe essere altrimenti: certe passioni non vanno in pensione. «Ci tengo veramente a ringraziare tutti i clienti che sono passati da me in questi anni, tutti coloro che hanno apprezzato le mie pizze e tutti i ragazzi che mi hanno affiancato in questa professione e ai quali spero di aver trasmesso un po’ della passione che mi ha sempre contraddistinto. Non potrò dimenticare il periodo difficilissimo del Covid, quando siamo stati tra le poche pizzerie a cimentarsi nel servizio a domicilio. Di quei mesi, che sono stati veramente fra i più complessi sia umanamente che professionalmente, conservo messaggi bellissimi e toccanti che i clienti ci dedicavano per il semplice fatto di portare loro sapori che sapevano di normalità». Con la chiusura della Torretta da Mauri, Montichiari perde un altro pezzo della sua quotidianità e della sua storia. Una storia fatta di attività e passioni che hanno saputo creare anche un ponte culturale tra Nord e Sud.
Marzia Borzi





