Domenica 18 ottobre 2026

In Comune inaugurata la parete dei sindaci di Orzinuovi

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Micheli Pietro, Arici Carlo, Tolasi Vittorio, Leonardi Aldo, Giovannini Alfredo, Zana Antonio, Battaglia Domenico, Leonardi Aldo, Paiardi Ambrogio, Faustinelli Roberto, Ratti Andrea, Maffoni Gianpietro. Tutti in fila in ordine cronologico, dal 1946 al 2024, con la loro fotografia.
Entrare nel palazzo del Comune di Orzinuovi, passando dalla scala principale, oggi consente di compiere un breve, ma significativo viaggio nel tempo. Sulla parete d’ingresso, di fronte all’aula consiliare, sono state appese le fotografie dei sette sindaci che dal dopoguerra e dalla rinascita democratica dell’Italia hanno guidato la città. L’inaugurazione della parete da parte dell’amministrazione è avvenuta lunedì 24 novembre prima del consiglio comunale. Un gesto che va oltre la semplice onorificenza, una dichiarazione di riconoscenza e un monito per il futuro, come hanno riferito il presidente del consiglio Carlo Lombardi e il vicesindaco Luca Bulla. .
In un’epoca in cui la politica sembra spesso distante, la figura del sindaco rimane il baluardo più vicino al cittadino. È l’architetto del quotidiano, il primo a raccogliere le istanze, a celebrare i successi e a piangere le perdite della sua gente.
A Orzinuovi, borgo di antiche origini e storica città di frontiera sotto la Serenissima Repubblica di Venezia, questo ruolo è amplificato dalla consapevolezza del valore della propria comunità. La città orceana è da sempre rinomata per la bellezza della sua piazza principale, per il suo tessuto economico dinamico, un settore del commercio particolarmente sviluppato sia nella grande distribuzione che per i negozi e le boutique di prossimità nel centro storico, la centralità rispetto alla Bassa, la qualità della vita e una reputazione di prestigio che travalica i confini provinciali.
Ma come Orzinuovi ha raggiunto questo livello? La parete dei sindaci risponde a questa domanda. “Ognuna delle 12 fotografie – ha detto l’assessore Luca Bulla facendosi anche portavoce del sindaco Laura Magli che per motivi di salute non ha potuto essere presente alla cerimonia di inaugurazione – non ritrae solo un amministratore, ma simboleggia un’epoca, un bilancio, un progetto realizzato. Dal primo cittadino del dopoguerra, impegnato nella ricostruzione morale ed economica, fino all’ultimo, che naviga tra le sfide della modernità e della globalizzazione, la successione dei primi cittadini disegna la curva evolutiva di Orzinuovi”.
“La missione collettiva di questi sindaci, di cui ho voluto convintamente che la memoria restasse per sempre impressa sulla parete del nostro Comune – ha aggiunto il presidente del Consiglio Carlo Lombardi – è stata quella di ricostruire le fondamenta di una società civile dopo il conflitto, pianificare lo sviluppo urbanistico, industriale e agricolo e investire in scuole, servizi e in quel bene immateriale che è la coesione sociale”.
La prosperità e la stima di cui gode Orzinuovi oggi non sono frutto del caso, ma il risultato di una lunga staffetta di responsabilità. La comunità è quella che è, stimata e prestigiosa, perché i sindaci che l’hanno preceduta hanno saputo vedere oltre l’orizzonte del loro mandato, ponendo il bene comune al di sopra di ogni interesse.
“Appendere questi volti alla parete del Comune non è quindi solo onorare il passato – ha continuato Lombardi – è un atto di educazione civica. Ogni cittadino che varcherà questa soglia sarà tacitamente invitato a ricordare che il presente è un dono costruito sulle fatiche di ieri. E’ un gesto di riconoscenza doverosa”.
La figura del sindaco è la più alta espressione della volontà popolare a livello locale, il ponte tra lo stato e la famiglia. “A Orzinuovi, guardando quelle 12 immagini, si percepisce che questo ponte è stato solido – ha chiuso Lombardi – permettendo alla comunità di attraversare decenni di storia italiana con intelligenza e un profondo senso di appartenenza”.
La parete dei sindaci è quindi lo specchio in cui la comunità di Orzinuovi può guardare il suo passato per riconoscere il valore del suo presente e trarre ispirazione per il futuro. Una comunità proiettata al domani, ma saldamente ancorata alla sua identità.

Silvia Pasolini

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