Venerdì 9 ottobre 2026

«Io sono il Civile»: l’addio al camice di Diego Pezzola, una vita spesa a salvare persone

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Quando un medico va in pensione e sui social si rincorrono ringraziamenti per il suo operato e attestati innumerevoli di stima, tanto da richiamare persino la gratitudine dell’assessore regionale Guido Bertolaso, significa che quell’uomo ha lasciato un segno indelebile. Significa che non si sta salutando un semplice professionista, ma un pilastro per un’intera provincia e non solo. Un uomo fatto di una pasta speciale.
Dall’1 settembre il dottor Diego Pezzola ha appeso il camice al chiodo dopo più di anni vissuti a stretto contatto con la vita e la morte come chirurgo agli Ospedali Civili di Brescia.
In quel quinto piano di “Chirurgia 2” degli Ospedali Civili di Brescia, al quale è salito per quasi 50 anni, quella di Diego Pezzola è in effetti stata un’autentica missione contro il dolore, combattuta a viso aperto, giorno dopo notte, con una passione bruciante e un senso del dovere d’altri tempi. Chi l’ha conosciuto ha visto un’ostinazione incrollabile, una furia benefica nel non darsi mai per vinto, finché c’era anche soltanto un filo di speranza a cui aggrapparsi. Perché il dottor Pezzola per molti è stato l’uomo a cui affidarsi quando la terra tremava sotto i piedi. E bastava che ti guardasse, con quegli occhi che in quasi cinquant’anni di corsia avevano imparato a leggere la sofferenza ancora prima delle parole. Lui che ha visto migliaia di persone nel momento del dolore più acuto, quando le difese crollano e ci si ritrova nudi e vulnerabili di fronte al proprio destino.
Dotato di un carattere schietto e pragmatico, non è mai stato uomo da fronzoli inutili. La sua dote principale è sempre stata la capacità di andare dritto al sodo. Uno sguardo rapido al quadro clinico, una diagnosi precisa e la sicurezza incrollabile di chi sa esattamente cosa sta affrontando e come agire, anche quando il tempo a disposizione si misura in manciate di secondi. Una capaictà professionale e una determinazione che lo faceva amare proprio per l’immediata fiducia che suscitava con poche parole.
Il percorso del dottor Pezzola ha visto la sua naturale evoluzione con la creazione da parte sua e la conseguente nomina a primario dell’unità di Chirurgia e Urgenza, ruolo assunto lo scorso anno a coronamento di una carriera vissuta costantemente in prima linea. Guidare l’emergenza al Civile ha significato gestire la pressione più alta, prendere decisioni cruciali in contesti di totale incertezza con una presenza ferma e rassicurante.
A testimoniare l’impronta indelebile lasciata dal chirurgo orceano sono state anche le parole dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha voluto riassumere così sui social l’importanza della sua figura: “Quarantotto anni sono una vita professionale: migliaia di giornate in ospedale, pazienti, colleghi, interventi, decisioni e responsabilità. Una parte importante della storia degli Spedali Civili e della sanità bresciana. Di Diego Pezzola mi rimarrà per sempre impressa una frase: “Io sono il Civile”. Non una dichiarazione di orgoglio personale, ma il senso profondo di appartenenza a una comunità, a una squadra, a un’istituzione. Non la singolarità del professionista, ma la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande. In 48 anni il dott. Pezzola ha visto cambiare la medicina e la chirurgia, ma non è mai cambiato il senso più importante del suo lavoro: prendersi cura delle persone. Per questo oggi voglio rivolgergli un grazie sincero: per i suoi pazienti, per i colleghi e per ciò che ha rappresentato per il Civile”.
Anche il dottor Carlo Lombardi, primario di Cardiologia al Civile e collega di Pezzola così lo saluta: “Percorrere i corridoi degli Ospedali Civili di Brescia sapendo che non potremo più contare sulla presenza costante del dottor Diego Pezzola porta con sé una commozione profonda. La sua straordianria dedizione al lavoro e al bene del paziente, unita a una straordinaria capacità di spendersi senza limiti per risolvere i problemi più grandi sono caratteristiche uniche. Medico concreto e presente, ma anche dotato di straordinaria tecnica chirurgica e formidabile capacità di sintesi di fronte ai casi più complessi, ha percorso da protagonista più di 40 intensissimi anni di lavoro. L’aver diretto e fondato la Chirurgia d’urgenza è solo l’ultimo passo di una meravigliosa carriera. Grazie al dottor Diego per tutto quello che ha dato e spero continuerà a dare alla medicina, ai pazienti e a ciascuno di noi”.
In quasi cinque decenni la scienza medica e le tecniche chirurgiche hanno fatto passi da gigante. Ciò che è rimasto immutato nell’operato del dottor Pezzola è lo spirito di servizio, la prontezza nel rispondere alla chiamata nei momenti di sofferenza e quella capacità rara di leggere negli occhi delle persone prima ancora che sulle carte cliniche. Con il suo congedo, il Civile perde una guida carismatica, lasciando tuttavia ai colleghi più giovani un patrimonio di autorevolezza e dedizione che continuerà a vivere lungo le corsie dell’ospedale.

 

Silvia Pasolini

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