Nelle prossime settimane entreremo nel pieno dell’inverno e il brusco calo delle t emperature rispetto all’inizio dello scorso mese ha già avuto modo di generare le prime avvisaglie dei tipici malanni di stagione, sempre in agguato e pronti ad entrare in scena non appena le giornate si fanno più fredde. Oltre alle tipiche precauzioni “della nonna”, intramontabili suggerimenti di benessere – coprirsi al meglio, evitare di bagnarsi e soprattutto vestirsi “a strati” – anche affidarsi alla ben più professionale esperienza di un Otorinolaringoiatra esperto, quale la dottoressa Mariangela Coscarella, è segreto per evitare di guastarsi le prossime festività.
Dottoressa, potrebbe sembrare una domanda banale ma su quali basi durante la stagione invernale si segnala un picco di influenze e raffreddori?
Le giornate più corte, l’umidità e la ripresa delle attività scolastiche e lavorative creano un terreno fertile per la diffusione di virus e batteri, i principali responsabili di questi malanni. Se a questo mix già di per sé “esplosivo” aggiungiamo i bruschi cali di temperatura, il maggior impegno del nostro corpo per combattere le rigidità della stagione invernale e la maggiore frequentazione di locali chiusi riuscire a farne a meno è compito non da poco.
Perché solitamente sentiamo parlare di “infezioni virali”?
Perché questo sono, nei fatti, tanto l’influenza quanto il raffreddore. La prima è causata esclusivamente dai virus influenzali, spesso distinti in tre tipologie (A, i più frequenti; B, quelli meno aggressivi; C, in genere asintomatici o molto lievi), mentre per quanto riguarda il secondo la causa vitale più frequente sono i cosiddetti “Rhinovirus”, responsabili di circa il 40% delle infezioni, di cui ne esistono – pensi – oltre cento differenti tipologie. Quest’ultimo è il motivo per cui possiamo “prendere il raffreddore” anche per più volte in breve tempo, nonostante le nostre difese immunitarie siano già riuscite a sconfiggerne un precedente.
E perché, oltre alle consuete precauzioni, in alcuni casi è opportuno riferirsi a uno specialista?
L’Otorinolaringoiatra svolge un ruolo cruciale nella diagnosi e nel trattamento di queste patologie, offrendo un approccio che va oltre il semplice trattamento dei sintomi, specie quando esse tendono a diventare croniche o a mostrare delle complicazioni. Anzitutto è bene sapere che sintomi che normalmente associamo a un raffreddore possono in realtà essere legati ad altre cause, quali rinite allergica o rinosinusite, infiammazioni che di norma solo uno specialista è in grado di riconoscere.
E in termini di prevenzione?
L’infiammazione delle alte vie respiratorie – naso e bocca – può portare a complicanze come otiti medie, laringiti o persino bronchiti e asma, a causa della stretta correlazione tra i vari distretti anatomici. Il medico otorinolaringoiatra, identificando e trattando precocemente la causa del problema, contribuisce a prevenire l’insorgenza di queste patologie secondarie, migliorando la qualità della vita del paziente.





