È una tradizione secolare, meno mediatica della sua controparte americana, ma profondamente radicata nel cuore agricolo della Franciacorta. La “Festa del Ringraziamento”, giunta quest’anno alla sua storica 75ª edizione, ha catalizzato l’attenzione della comunità rovatese, celebrando la gratitudine per i frutti della terra e rendendo omaggio al lavoro instancabile degli agricoltori.
Promossa e organizzata annualmente da Coldiretti, la manifestazione ha messo in luce il valore simbolico e pratico di un settore centrale per l’economia locale, coniugando fede, cultura rurale e l’urgenza dei temi legati alla sostenibilità ambientale e alla tutela del territorio.
La giornata di domenica 23 novembre è iniziata all’insegna del rombo dei trattori. Il raduno mattutino, avviato da via Salvella, ha dato il via a una suggestiva sfilata di trattori e macchine agricole imponenti, simboli della moderna agricoltura. I mezzi, lucidati a festa, hanno attraversato le vie cittadine per convergere in piazza Cavour, dove sono stati disposti ordinatamente, pronti per il momento più atteso della mattinata.
Dopo un momento conviviale offerto agli agricoltori e ai cittadini con una colazione in piazza, l’attenzione si è spostata verso la fede e la spiritualità.
Alle 9:30, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta ha accolto la comunità per la solenne S.ta Messa del Ringraziamento, un rito che affonda le sue radici nella tradizione cattolica e rurale. A presiedere la funzione è stato il parroco, Don Mario Metelli, che nella sua omelia ha toccato i temi della gratitudine e della cooperazione tra l’uomo e il Creatore.
«Siamo qui oggi per ringraziare il Signore e lodarlo per tutto ciò che abbiamo. Sebbene i frutti della terra siano in parte il risultato del nostro duro lavoro, sappiamo che non tutto dipende da noi – ha sottolineato don Mario, evidenziando il ruolo della Provvidenza Divina che «…ci aiuta e ci assiste nelle difficoltà e nelle sofferenze». Il parroco ha rimarcato come Dio abbia affidato all’uomo le risorse dell’universo, rendendo l’agricoltore un “cooperatore nel progetto della creazione”.
La liturgia è stata vivacizzata anche dai bambini delle classi del catechismo, che hanno contribuito con una preghiera-riflessione iniziale, canti e la significativa offerta dei prodotti della terra, portati all’altare come tangibile segno di ringraziamento per il raccolto.
Al termine della celebrazione religiosa, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Tiziano Belotti e gli assessori, il corteo si è spostato nuovamente in piazza Cavour per il momento culminante: la benedizione delle macchine agricole.
Monsignor Metelli, con la tradizionale aspersione dell’acqua santa, ha benedetto non solo i veicoli ma, soprattutto, «…il lavoro e tutti coloro che li utilizzano per la produzione dei frutti della terra che sono il nostro sostentamento vitale».
A seguire, i saluti istituzionali hanno ribadito l’importanza strategica del settore. Un rappresentante di Coldiretti ha portato i ringraziamenti del presidente regionale Luca Cotti e della presidente di Coldiretti Brescia, Laura Facchetti, all’Amministrazione comunale di Rovato.
Il consigliere regionale Diego Invernici ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale al mondo agricolo locale, esaltando il «…coraggio nel fare impresa e nell’essere tenaci, con molti sacrifici, nell’affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dall’economia globale. Regione Lombardia – ha assicurato – cerca sempre di essere vicino agli agricoltori per aiutarli a affrontare queste sfide.»
Il sindaco Tiziano Belotti ha concluso la serie di interventi, tracciando un ponte ideale tra la storia e l’attualità agricola di Rovato, un legame testimoniato anche dalla rassegna annuale “Lombardia Carne”. «Voi rappresentate la generazione moderna del mondo contadino, grazie a queste macchine, ai fertilizzanti, alle tecniche agricole» ha esordito Belotti, lodando la qualità della produzione locale, invidiata in Italia e all’estero: carne, latticini, formaggi, cereali, salumi. Il Sindaco ha lanciato anche un monito ai consumatori: «Purtroppo spesso non mangiamo così bene in termini di qualità come i prodotti che produciamo; su questo dovremmo fare tutti una riflessione e spendere qualcosa in più e acquistare i nostri prodotti.»
Infine, un ringraziamento è stato rivolto all’impegno degli agricoltori nella manutenzione del territorio, un lavoro silenzioso ma fondamentale che è davvero importante per la tutela e la salvaguardia del paesaggio.
La mattinata si è conclusa con un momento di festa e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari: una ricca degustazione di prodotti locali offerta da Coldiretti alla cittadinanza in piazza Cavour, seguita da un pranzo comunitario dedicato agli operatori del settore presso un noto ristorante della zona. Un meritato epilogo per celebrare l’unione tra lavoro, tradizione e futuro sostenibile.
Emanuele Lopez





