Sarà presentato a Erbusco il prossimo 30 ottobre il nuovo progetto “La memoria ritrovata” e inaugurata a Rovato, sabato 31, la mostra fotografica dedicata a Giovanni Sorlini a 50 anni dalla morte. L’iniziativa comprende una mostra di 56 opere in grande formato, un docufilm sulla scoperta, la digitalizzazione di circa mille lastre, e la presentazione del volume “Il diaframma della memoria”.
Un progetto, che ha richiesto un lavoro enorme e molti mesi; curato dall’associazione fotografica “Oltre lo Sguardo” di Erbusco e reso possibile grazie al contributo della Città di Rovato, della Città di Erbusco, delle associazioni Auser Rovato e Erbusco, della BCC Basso Sebino e della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).
Un lavoro di squadra che ha visto l’impegno di Lidia Mingotti (presidente di “Oltre lo Sguardo”) per la realizzazione editoriale e dei testi del libro che sarà presentato nella serata erbuschese, insieme al docufilm realizzato da Massimo Alfano che ha curato la parte documentaristica.
Per quanto riguarda le fotografie Giorgio Baioni, con grande pazienza, si è occupato della rielaborazione di circa un migliaio di immagini con un lungo lavoro di rifotografia, partendo dalle lastre negative originali di Sorlini, con l’utilizzo di una particolare tecnica di rielaborazione che ne garantisse la qualità originale. Da tutto questo materiale sono infine state scelte circa 200 immagini utilizzate per la realizzazione del libro e della mostra.
Le radici nella terra e la sapienza dell’occhio e della mano
Nato a Rovato nel 1887 e scomparso nel 1976, Giovanni “Gioanì” Sorlini ha attraversato quasi un secolo di trasformazioni sociali e storiche, legando profondamente la propria vita alla Franciacorta. La sua sensibilità fotografica affonda le radici nella cultura artigianale: prima e accanto all’attività di fotografo coltivò il disegno e l’intaglio del legno, ottenendo importanti riconoscimenti alla storica Scuola d’Arti e Mestieri Ricchino di Rovato, tra cui il primo premio assoluto con grande medaglia d’argento e diploma speciale. Questa formazione educò il suo sguardo alla precisione, alla composizione e alla cura dei dettagli. Nel 1927 sposò Maria Fremondi, consolidando ulteriormente il suo legame con la comunità.
Lo “studio” fotografico: un teatro d’umanità
Sorlini non disponeva di un vero studio: lavorava nella propria abitazione, attrezzata in modo semplice, oppure come fotografo ambulante. Per decenni fu il ritrattista silenzioso di intere generazioni. Con strumenti di precisione, tra cui una fotocamera a soffietto con obiettivi Carl Zeiss Jena, documentò il microcosmo della Franciacorta: contadini, artigiani, giovani in partenza per il fronte, madri con i neonati e famiglie riunite in posa. La sua forza sta nell’assenza di freddezza accademica o di un pittoresco costruito. Sorlini sapeva porsi accanto ai propri soggetti, instaurando una sintonia che permetteva alla lastra di vetro di restituire, oltre ai tratti somatici, la dignità, la fierezza e l’umanità di un mondo laborioso.
Dalla riscoperta alla memoria collettiva
Il patrimonio di lastre in vetro ha iniziato a essere valorizzato attraverso un percorso cresciuto nel tempo. Nel 2006 la mostra curata da Giorgio Baioni e Carletto Pedrali restituì per la prima volta alla cittadinanza questo straordinario archivio visivo. Successivamente, il volume “Anime in Posa”, curato da Ivano Bianchini, ne approfondì il valore poetico e documentario.
Il libro
Il titolo del libro, “Il diaframma della memoria”, richiama sia il diaframma fotografico, che regola e filtra la luce, sia la memoria, che seleziona ciò che viene sottratto all’oblio. Il libro raccoglie circa 120 fotografie, datate tra il 1910 e il 1950, accompagnate da contributi critici, storici e tecnici e da schede di approfondimento.
Rovato ed Erbusco: una storia condivisa
Il coinvolgimento dei due Comuni nasce dalla vicenda delle lastre. Sorlini, profondamente rovatese, era legato da una fraterna amicizia a Luigi Uberti di Erbusco, che visitava settimanalmente insieme alla moglie. Prima di morire, gli donò una scatola contenente circa mille lastre in vetro. Le nipoti di Uberti, Caterina e le sorelle, le hanno successivamente affidate a chi potesse valorizzarle. Dopo anni di attenta custodia, l’intero archivio è stato visionato e digitalizzato.
Il calendario
30 ottobre – Erbusco, Teatro Comunale: presentazione ufficiale del volume e del docufilm, con autori ed esperti che racconteranno la scoperta e il valore storico dell’archivio.
31 ottobre – Rovato, FRAM: inaugurazione della mostra con 56 opere in grande formato e l’esposizione delle lastre originali in vetro. Un viaggio nei volti e nella vita della Franciacorta del primo Novecento, a cinquant’anni dalla scomparsa di Giovanni Sorlini.
Emanuele Lopez
(Si ringrazia Giorgio Baioni per foto e documenti)





