Se l’esperienza comune, una volta rilassatisi sulla poltrona del dentista, evoca trapani, paste e specchietti, è quantomai necessario un corposo aggiornamento. Oggi i professionisti del benessere dei nostri denti non si occupano più soltanto di semplici operazioni di riparazione, ma, al pari di molti colleghi, sono diventati dei veri e propri “mentori” della salute, capaci, con la loro preparazione e competenza, di informare i pazienti su strategie e pratiche innovative. Solo una solida preparazione e una naturale predisposizione alla disciplina fanno di un odontoiatra “il” proprio dentista di fiducia: fattori a cui il costante aggiornamento e la sempre più peculiare specializzazione sono corollario necessario.
Nel corso di questi anni, la dottoressa Marilisa Massetti – prima figlia di una seconda generazione di professionisti che hanno ereditato metodo e indole dal padre Piergiuseppe –, mamma di quattro splendidi bimbi e moglie di Tommaso, partner nella vita e nel lavoro, nonché alumna delle classi d’Organo e Composizione del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia – ha trovato la propria strada d’elezione, oltre che nel campo della Parodontologia e Prevenzione, nel vasto mondo della Pedodonzia, una branca fondamentale della pratica odontoiatrica, che ha come protagonisti gli infanti dagli 0 ai 3 anni, ma molto poco “frequentata” sul territorio.
Dottoressa, perché è importante impostare sin dai primi giorni di vita lo sviluppo della dentatura del neonato?
Si tratta di una prassi che in passato era pressoché sconosciuta ai più, ma che ora, fortunatamente, sta acquisendo sempre maggiore rilievo. A ben vedere, le motivazioni sono semplici: molte delle problematiche che interessano la nostra bocca sono la conseguenza di sviluppi non regolari, ma spesso correggibili, e dalla mancanza di una corretta attitudine e abitudine all’igiene dentale, anch’essa acquisibile con maggior facilità se vi si approccia sin dalla tenera età.
Avere a che fare con pazienti così giovani non deve essere compito facile…
Se teniamo presente che una parte del pubblico adulto continua a soffrire di odontofobia – questo il nome tecnico della “paura di andare dal dentista” –, lascio immaginare quanto lo sia per un neonato. Ciononostante, grazie ad una solida esperienza e a un percorso di formazione dedicato, oggi il nostro team ha a disposizione tutte le soluzioni utili a minimizzare stress e timori. Collaboriamo con una collega anestesista specializzata nella particolare tecnica “inalatoria di sedazione cosciente” con il protossido d’azoto, soluzione innovativa e molto meno invasiva, perfetta per un pubblico di giovanissimi, competente anche in altre tipologie di sedazione. Inoltre, i nostri Studi sono dotati di ogni comfort per rendere questa esperienza sempre meno difficile da affrontare.
Spesso allattamento e uso del ciuccio sono “temi caldi” del dibattito tra neo-mamme: quali i consigli che si sente di dare in merito?
Riscontrare difficoltà nell’allattamento è abbastanza frequente, ma in pochi sanno che ciò può accadere anche in ragione della conformazione della bocca del neonato: ad esempio, solo ad un occhio attento, di un professionista, è possibile riconoscere ad esempio problematiche legate alla lunghezza o all’elasticità del frenulo labiale o linguale, e per far questo è sufficiente anche solo una prima vista di routine. Lo stesso vale per l’uso del ciuccio: un dispositivo utile, che deve però rispettare alcune specifiche e a cui si deve ricorrere con parsimonia e solo ad allattamento avviato. Proprio per questi motivi ormai da anni promuovo eventi dedicati alla formazione di bimbi e neo-mamme dedicati proprio all’igiene orale, come anche all’educazione alimentare e molto altro. Ciò non sarebbe però possibile senza un’integrazione tra le competenze di un medico con quelle di altri professionisti della salute, come nel caso della nostra collaborazione ormai decennale con fisioterapisti, logopedisti, pediatri, otorinolaringoiatri e la nostra consulente in allattamento Federica Festa, da tempo figura chiave legata al nostro Studio e che ha accompagnato in questa delicata fase della loro vita (e di quella del loro piccolo) decine di mamme. Così facendo è possibile offrire una consulenza a 360°, capace di considerare ogni elemento utile per una diagnosi davvero efficace.
Fare formazione è sempre stato compito del “buon medico”: come si sostanzia a oggi questa missione?
Ideando eventi e momenti di confronto in studio, oltre che inaugurando collaborazioni con altri professionisti del territorio. Fare cultura della prevenzione e informare i propri pazienti sono doveri di ogni medico e tutte le figure che sono attive nei nostri Studi hanno sposato con grande entusiasmo questo compito: un motivo di plauso e di grande riconoscenza verso tutti coloro che in questi anni hanno creduto nel progetto avviato ormai decenni fa da mio padre e che oggi noi figli ci fregiamo di continuare.
Leonardo Binda





