Si rinnova con successo la tradizione di celebrare il 1° maggio, festa del lavoro, all’interno delle aziende del territorio. L’iniziativa nata alcuni anni fa da una collaborazione tra il circolo Acli di Rovato, l’Amministrazione cittadina e Unità Pastorale Madonna di Santo Stefano, e poi riproposta nel tempo, ha visto anche per quest’anno una numerosa partecipazione di cittadini, lavoratori, istituzioni e associazioni rovatesi.
Ad ospitare la celebrazione è stata la Code Stampi dei cugini Stefano e Michele Consoli, in via Salvella. Fondata nel 2003, l’azienda è specializzata nella progettazione e costruzione di stampi per pressofusione di leghe di alluminio e zama, stampi a bassa pressione e casse anima. Grazie a vent’anni di esperienza, tecnici qualificati e una struttura produttiva all’avanguardia, Code Stampi è oggi un partner strategico nei settori automotive, design e industria, con un organico di 30 dipendenti impegnati in un percorso di innovazione continua.
La S. Messa, concelebrata da mons. Mario Metelli insieme a don Felice Olmi, don Marco Lancini e don Elio Berardi, si è aperta con il saluto del Circolo Acli, letto da Roberto Deandrea: «Il circolo Acli di Rovato ringrazia Code Stampi, i lavoratori, il parroco, le autorità e i presenti. Il Primo Maggio, memoria di San Giuseppe lavoratore, richiama il valore del lavoro in un tempo di crisi globale». Richiamando il tema del tesseramento di quest’anno, “La pace in azione”, Deandrea ha ricordato che «il lavoro è una forma di amore civile» e che «non può perdere la sua vocazione alla pace». Ha inoltre sottolineato i paradossi del mercato del lavoro e la responsabilità nell’affrontare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel mercato del lavoro.
Nell’omelia, don Mario ha ricordato che il 1° maggio rappresenta simbolicamente l’intera comunità, perché il lavoro riguarda tutti. Ha messo in guardia da una visione riduttiva dell’esistenza: «Il lavoro è importante, ma non esaurisce il senso della vita». Ha richiamato la Costituzione, ribadendo che la dignità del lavoro deve essere garantita a ciascuno e che «un lavoro che schiavizza perde la sua vocazione». Ha valorizzato il lavoro quotidiano, spesso silenzioso, che genera utilità e relazioni: «Il lavoro può essere faticoso, ma diventa pienamente umano quando genera utilità e pace: una pace “disarmata e disarmante”». Ha concluso invitando a riscoprire il lavoro come contributo al bene comune.
Al termine della celebrazione sono intervenuti Michele e Stefano Consoli e il sindaco Tiziano Belotti.
Michele Consoli ha richiamato il valore del lavoro come responsabilità e partecipazione, ricordando che l’azienda cresce grazie alle persone che ogni giorno ne costruiscono la storia. Ha sottolineato le radici familiari dell’impresa e il ruolo delle competenze che animano la comunità aziendale: «Sono le mani che danno forma alle idee». Ha concluso con una preghiera per il lavoro, le famiglie e il futuro.
Stefano Consoli ha ribadito che «il lavoro non è solo attività quotidiana, ma un percorso che sostiene la vita delle persone e permette di costruire insieme un progetto condiviso». Ha ricordato il sostegno della fede nei momenti di fatica ed espresso gratitudine ai presenti e alle famiglie dei lavoratori. Ha auspicato che la giornata diventi occasione di unità e fiducia: «È insieme che possiamo costruire il nostro domani». Ha concluso esprimendo gratitudine verso lavoratori e imprese, ricordando che «il lavoro resta il pilastro su cui costruire futuro e speranza».
Il sindaco Belotti, rifacendosi agli articoli della Costituzione, ha richiamato «il valore profondo del lavoro, fondamento della comunità e della dignità personale», sottolineando l’importanza di celebrare il Primo Maggio «in fabbrica, dove ogni giorno si costruisce il benessere collettivo». Ha ricordato che il lavoro «non è solo reddito, ma realizzazione, sicurezza e partecipazione», ringraziando lavoratori e imprese per il loro contributo al futuro della città.
La mattinata si è conclusa con un rinfresco offerto dall’azienda, momento di convivialità e incontro per tutti i presenti.
Emanuele Lopez





