Mercoledì 14 ottobre 2026

La forma della cura. Ritratto di Connie Lando, medico e artista

Connie Lando

C’è un filo sottile che lega la precisione del gesto medico alla libertà di quello artistico. È lo stesso filo che percorre la vita di Concetta “Connie” Lando, responsabile facente funzione della Struttura Complessa Vaccinazioni dell’ASST Franciacorta e, insieme, artista della ceramica e del colore. Una donna che ha fatto della cura – del corpo come dello spirito – la propria cifra umana e professionale.
Nata in Australia da genitori italiani, trasferitasi in Calabria da bambina, Lando ha imparato presto a muoversi tra culture diverse, mantenendo salde le proprie radici e sviluppando una naturale apertura al cambiamento. Laureata in Medicina e Chirurgia, specializzata in Farmacologia e Tossicologia clinica, dopo varie esperienze in ambito sanitario approda nel 2014 all’ASST Franciacorta, dove oggi è punto di riferimento per la prevenzione e la promozione della salute.
Nel suo ufficio coordina la rete vaccinale di un territorio vasto e complesso -da Chiari a Iseo, da Palazzolo sull’Oglio a Orzinuovi -con un impegno che unisce rigore organizzativo e sensibilità umana. “La vaccinazione – spiega – non è solo un atto sanitario, ma un gesto di fiducia: tra medico e cittadino, tra individuo e comunità”. Durante la pandemia, la sua struttura è stata in prima linea nel garantire copertura e sicurezza, un compito che ha richiesto lucidità, prontezza e soprattutto ascolto. “C’era paura, ma anche gratitudine. Bastava uno sguardo per capire che il nostro lavoro andava oltre le procedure”.
Accanto al camice, però, vive un’altra dimensione: quella dell’arte. Tra le pareti del suo laboratorio, l’argilla diventa materia di meditazione, prolungamento di quella stessa vocazione al prendersi cura. “La ceramica è materia viva – racconta – va ascoltata, rispettata, accompagnata nella trasformazione”. Nei suoi lavori – sculture, maschere, figure femminili o animali – si riflette un dialogo costante tra razionalità e istinto, tra il rigore scientifico e l’abbandono poetico.
Il suo percorso creativo nasce da lontano: dai disegni adolescenziali alle lezioni di ceramica frequentate negli ultimi anni. Ne è scaturito un linguaggio personale, che intreccia tradizione mediterranea e sensibilità contemporanea. Nei “mascheroni” di ispirazione popolare vibra l’eco delle origini calabresi, mentre nelle forme più astratte si intuisce la ricerca di una bellezza che consola e guarisce.
Guidata da un insegnamento materno – “Niente è difficile se ci metti il cuore e la volontà” – Connie affronta ogni sfida con equilibrio e determinazione. Chi la conosce sa che in lei non c’è distanza tra medico e artista: le due anime si nutrono a vicenda. La cura, in entrambe, passa attraverso le mani -che siano impegnate a somministrare un vaccino o a modellare la terra.
La sua figura diventa così emblematica di un modo nuovo di intendere la sanità: umana, dialogante, creativa. Una medicina che non si esaurisce nei protocolli, ma si fa relazione; un’arte che non cerca solo l’estetica, ma il senso. In un tempo in cui la fiducia nella scienza e la ricerca di significato sembrano camminare su strade parallele, Connie Lando mostra che possono incontrarsi. E che la cura – come la bellezza – prende davvero forma solo quando nasce da un gesto d’amore.

Mauro Ferrari

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