La nuova Città della Cultura Con il recupero dell’ex cinema sito in Corso Silvio Bonomelli 55/a la città di Rovato ha celebrato un traguardo importante nel suo percorso di rinnovamento urbanistico e di recupero di stabili in disuso da decine di anni. La struttura è stata infatti trasformata in quello che si auspica diventi un fondamentale polo della cultura rovatese: la Città della Cultura, ponendosi in una posizione d’eccellenza, accanto alla fondamentale ed attiva Biblioteca centro culturale Cesare Cantù. I lavori, avviati il 18 ottobre 2023 e conclusi a fine aprile 2026, hanno permesso l’inaugurazione della struttura sabato 16 maggio. L’evento ha incluso anche la visita alla nuova scuola materna di via Santa Caterina e la presentazione dei lavori in corso sugli Spalti Comunali, valorizzati da un innovativo sistema di illuminazione e nuovi arredi urbani. L’intervento prevedeva un importo lavori a base d’asta di circa 2,93 milioni di euro che, a seguito del ribasso in fase d’asta, si è attestato su un valore di circa 2,77 milioni di euro, di cui costi per la sicurezza pari a 104.745,74 €. Il progetto è stato sostenuto finanziariamente dal l’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU, nell’ambito delle linee guida del PNRR (Missione 5, Componente 2) dedicate alla rigenerazione urbana. L’Architetto Stefano Angelo Belotti è stato la guida della realizzazione di questo polo culturale, responsabile del progetto architettonico e della direzione lavori generale, supportato dall’equipe tecnica del Comune e dall’ufficio tecnico L’edificio offre ingressi pedonali su due lati, uno a cui si accede dal Corso Bonomelli e l’altro in collegamento diretto sul retrostante parcheggio, permettendo così anche un agevole passaggio in direzione del centro. Lo stabile si compone di diversi ambienti, in collegamento tra loro grazie a percorsi interni ed all’ampio cortile antistante. Sono presenti infatti due sale civiche indipendenti, pensate per ospitare eventi, riunioni e conferenze ed uno spazio a pian terreno che verrà dedicato ad attività di bar/caffetteria. Fiore all’occhiello della Città della cultura sono, però, gli ambienti dedicati alla cultura ed alla memoria storica: l’Archivio Storico Comunale, la Sala Storica la cosiddetta Sala degli orologi ed il Museo del Ferro della Scuola d’Arti e Mestieri Francesco Ricchino. L’Archivio Storico Comunale ricopre un’enorme importanza per il comune di Rovato: questo locale infatti ospiterà i documenti storici del comune di Rovato, facendo rientrare dall’archivio storico di Brescia registri, faldoni e scritti che hanno segnato la storia comunale. Al fine di preservare quest area importante della struttura è stato progettato un impianto antincendio all’avanguardia che, in caso di attivazione, è in grado di proteggere l’area senza danneggiare i preziosi documenti cartacei posti al suo interno. L’opera edilizia di maggior pregio è stata il recupero architettonico conservativo dell’ex scuderia, ora Sala Storica. Quello che negli anni 60 era diventato un semplice parcheggio per scooter a servizio del cinema, è stato oggi riportato al suo antico splendore: una sala caratterizzata da navate con archi a sesto acuto e pilastri storici che oggi ospita i più begli orologi storici di Rovato, tra cui quelli costruiti e progettati dal l’Antica Fabbrica Nazionale Orologi da Torre Frassoni di Rovato. Ultima perla del fabbricato risulta essere il Museo del Ferro La bellezza del saper fare della scuola d’arti e mestieri Francesco Ricchino, che espone opere degli artisti ed artigiani locali della scuola Bruzafer come i maestri Caratti e Bellini.
Monica Mancino





