Venerdì 9 ottobre 2026

Problemi cardiaci e impianti dentali: si possono fare?

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Molti pazienti con problemi cardiaci, quando sentono parlare di impianti dentali, partono già con un dubbio preciso: “Nel mio caso si possono fare oppure no?” È una domanda più che comprensibile, perché quando c’entra il cuore tutto viene percepito come più delicato, e spesso anche i familiari o gli stessi medici tendono a consigliare prudenza.
La verità, però, è che non esiste una risposta valida per tutti.
Non si può dire semplicemente “sì” o “no” senza prima capire bene la situazione clinica del paziente, il tipo di patologia cardiaca, le terapie in corso e il grado di stabilità generale.
Ed è proprio questo il punto più importante: essere cardiopatici non significa automaticamente dover rinunciare agli impianti dentali.
Oggi, nella maggior parte dei casi, un paziente con una malattia cardiaca ben controllata può affrontare anche un intervento di implantologia, purché venga valutato con attenzione e seguito con le giuste accortezze.
Il problema non è tanto la presenza di una cardiopatia in sé, ma capire quanto quella condizione sia compensata e quanto il paziente sia realmente stabile al momento del trattamento.
Per orientarsi meglio, in medicina si usa spesso la classificazione ASA, che serve a inquadrare lo stato generale di salute del paziente. Senza entrare in aspetti troppo tecnici, i pazienti ASA 1 e ASA 2 sono generalmente quelli che presentano un rischio contenuto, mentre nei pazienti ASA 3 si entra in una fascia che richiede maggiore attenzione, ma che non esclude automaticamente la possibilità di eseguire impianti. Il discorso cambia invece nei pazienti ASA 4, cioè quelli con patologie sistemiche gravi e instabili, dove una chirurgia implantare elettiva in genere non rappresenta la scelta più prudente.
Questo significa che molti pazienti cardiopatici possono essere trattati, ma non con superficialità. Serve una valutazione seria, serve analizzare la documentazione clinica, serve capire quali farmaci vengono assunti e, quando necessario, confrontarsi anche con il cardiologo. In particolare, bisogna fare attenzione ai pazienti che assumono anticoagulanti o antiaggreganti, perché anche qui non si può ragionare in modo standard: sospendere farmaci senza criterio può essere più rischioso che gestire correttamente l’intervento.
Un altro aspetto fondamentale è che il trattamento deve essere pianificato in modo intelligente, riducendo al minimo stress, tempi chirurgici e margini di imprevisto. Quando il caso è studiato bene, con le precauzioni adatte e un approccio realmente personalizzato, anche un paziente con problemi cardiaci può spesso arrivare agli impianti in sicurezza.
La posizione del Centro Dentistico Piovani Zubani è molto chiara: il paziente cardiopatico non va escluso a priori, ma va valutato con ancora più attenzione. Non servono né allarmismi né risposte affrettate, ma esperienza, buon senso clinico e la capacità di affrontare ogni caso per quello che è davvero.
In sostanza, quindi, un paziente con problemi di cuore può mettere gli impianti dentali, ma la risposta corretta non dipende da una frase generica: dipende dalla sua condizione clinica, dalla stabilità della patologia e dal modo in cui il trattamento viene pianificato.
Nella nostra esperienza, nella grande maggioranza dei casi, questi pazienti possono essere trattati senza particolari problemi, e quello che fa davvero la differenza è l’approccio. Nei nostri centri lavoriamo ogni giorno su questo tipo di situazioni, organizzando gli interventi in modo da essere il più possibile rapidi, precisi e poco stressanti per il paziente. Spesso riusciamo a inserire gli impianti nello stesso appuntamento in cui vengono rimossi i denti compromessi e, in moltissimi casi, a consegnare già dei denti fissi provvisori in giornata.
Tutto questo avviene in una sala chirurgica dedicata, con un team organizzato e tecnologie avanzate, spesso con il supporto della sedazione anestesiologica, che permette al paziente di affrontare l’intervento senza percepire dolore e senza vivere lo stress della procedura. Anche il decorso post-operatorio, nella maggior parte dei casi, è molto più semplice di quanto ci si aspetti, con fastidi generalmente lievi e facilmente gestibili.
È proprio questo che cambia davvero la prospettiva: non chiedersi solo se si possono fare gli impianti, ma capire come vengono eseguiti e con quale livello di organizzazione, tecnologia e attenzione al paziente.

Dir. San Travagliato Dott. G. Piovani, albo odonto Bs n 580. Dir.san Orzinuovi Dott. F.Bricchi albo Odonto Bs n 670. Inf. San. Legge 248/2006
e 103/2023

Centro Dentistico
Piovani Zubani

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