Venerdì 28 agosto 2026

Lombardia Carne e gli scenari globali: il punto del presidente della Commissione Agricoltura di Regione Lombardia Floriano Massardi

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Lombardia Carne è, per elezione e merito, evento che ben varca i confini rovatesi, divenuta ormai punto di riferimento per riflessioni sul mondo ella zootecnia capaci di affacciarsi al panorama nazionale e perfino di superare i confini nazionali. Ne è particolarmente convinto Floriano Massardi, presidente della Commissione Agricoltura, montagna e foreste al Pirellone, nonché figura tra le più battagliere a difesa delle prerogative del comparto agricolo.

Presidente, il nome di questa manifestazione la dice lunga sul rapporto privilegiato tra la fiera rovatese e la Regione della Rosa Camuna…
E per fortuna! Come bresciani e lombardi siamo orgogliosi di continuare a conservare sul nostro territorio un evento tanto importante nel panorama fieristico dedicato al mondo della zootecnia. Lombardia Carne è specchio fedele di un territorio, come il nostro, che vede nell’allevamento e nell’agricoltura due tra i settori certamente più trainanti della nostra intera economia.

Una potenzialità oggi sempre più in pericolo, come ha più volte sottolineato con riferimento alla sua contrarietà al MERCOSUR: si parlerà anche di questo in fiera?
Non mancheranno momenti di confronto, anche grazie al particolare impegno delle associazioni di categoria, impegnate, come – e spiace davvero dirlo – solo parte della politica locale e nazionale, a combattere un accordo di scambio profondamente iniquo. È paradossale che qualcuno consideri accettabile permettere a quantità enormi di carni, materie prime e altri prodotti agricoli di giungere in Europa dall’America Meridionale nella certezza matematica di non riuscire a sottoporle ad adeguati controlli. Non si tratta di protezionismo, ma anzi di vera e propria tutela della salute pubblica. I nostri produttori sono tenuti a rispettare standard qualitativi ineguagliati nel resto del mondo: come può sembrare normale accettare che il mercato europeo venga saturato da merci di concorrenti sottoposti a quasi nessun vincolo in materia di tutela ambientale, benessere animale e garanzie per i propri lavoratori? Sembra paradossale, ma per qualcuno tutto ciò è perfettamente accettabile.

In tema PSA, quali novità da Regione?
Grazie alla tempestiva attività di tutti gli attori coinvolti e alla precisa volontà della Commissione che ho l’onore di presiedere siamo riusciti ad agire con grande efficacia. Oggi i focolai sono pienamente sotto controllo e le aree tra Brescia, Cremona e Mantova sono state sostanzialmente risparmiate dalla Peste Suina.

Un controllo a cui hanno attivamente contribuito anche i cacciatori…
Esatto, e colgo l’occasione per ringraziarli di cuore per l’enorme servizio che hanno reso, gratuitamente, a tutto il comparto zootecnico lombardo, mettendosi a disposizione come selezionatori per l’abbattimento dei tanti, troppi cinghiali che devastano le nostre campagne. Un habitat è sano quando equilibrato: senza altri predatori naturali, questi animali si moltiplicano a velocità impressionanti, creando danni incalcolabili e facendosi vettori del contagio.

La biodiversità è al centro anche di un recente provvedimento che vede la sua firma in cima all’elenco dei proponenti: di cosa si tratta?
Sono veramente orgoglioso che Regione Lombardia sia stata la prima regione italiana a dotarsi di una legge a tutela della biodiversità a salvaguardia del nostro Lago di Garda. Costruite “a sei mani”, con i colleghi veneti e trentini, questa serie di norme, che introducono l’obbligo di sanificare le carene e i motori delle imbarcazioni provenienti da altri bacini prima di introdurle nel lago, non solo permetterà il progressivo indebolimento delle specie alloctone presenti nel nostro lago di Garda, ma è già modello su cui stiamo pensando di impostare un complessivo progetto di tutela della straordinaria biodiversità dei nostri ambienti lacustri, sempre più minacciati da “animali importati”, ben adattatisi e oggi divenuti emergenze con cui fare i conti quotidianamente. Sono convinto che, a breve, anche il lago d’Iseo possa diventare terreno fertile ove dare continuità a questo progetto.

Leonardo Binda

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