Mercoledì 26 agosto 2026

Rovato accoglie la Collezione Bonetti-Zucchetti: un ponte tra l’arte dell’Ottocento e la contemporaneità

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Rovato si arricchisce di un nuovo e significativo patrimonio culturale. La Fondazione Bonetti-Zucchetti ha infatti deciso di rendere ancora più vicine a alla città e al territorio franciacortino le proprie raccolte d’arte, dando vita a uno spazio che sarà insieme luogo di conservazione, esposizione e produzione culturale.

Il progetto vede la sua luce per “ragioni di cuore”, in ragione dell’amore sincero che Beppe e Angela Bonetti da sempre hanno conservato per la Franciacorta e per la loro terra natia, esattamente al pari del pittore Gerolamo Calca, artista rovatese nato nel 1878 e le cui opere sono parte integrante del percorso espositivo del museo FRAM, “Franciacorta Rovato Arte Moderna”.

Il nuovo spazio espositivo si propone infatti quale centro culturale multimediale capace di ospitare mostre, attività didattiche e momenti di approfondimento. Nei prossimi mesi l’allestimento sarà ulteriormente sviluppato per rendere la collezione sempre più accessibile e fruibile, con l’ambizione di diventare un polo di riferimento non solo per Rovato ma per l’intera area franciacortina.

Nucleo fondativo dell’intera esposizione è la raccolta Bonetti-Zucchetti, frutto del cinquantennale lavoro dei coniugi Giuseppe e Angela e nata dal mutuo scambio di opere con artisti di livello nazionale e internazionale, arrivando a comprendere dipinti, sculture, libri e oggetti provenienti da diversi Paesi e contesti culturali. Come spiegato dai curatori, «più che seguire mode o tendenze, le scelte si sono sempre concentrate sul valore dell’opera in sé e sulla sua forza espressiva».

Tra i lavori più significativi compaiono opere legate alla stagione delle avanguardie e al dopoguerra europeo e italiano, ove non mancano nomi del calibro di Enrico Castellani, Gianni Colombo, Fausto Melotti e Guglielmo Achille Cavellini. Si va dagli artisti formatisi nell’ambiente del Bauhaus come Hans Pfeiffer e Jean Leppien, fino a figure dell’astrazione e della ricerca geometrica come Piero Dorazio, Luigi Veronesi e Mario Nigro. Accanto a loro compaiono protagonisti della scena internazionale come Sonia Delaunay, Hans Richter, Julio Le Parc e Garcia Rossi, oltre a esponenti dell’arte informale europea tra cui Gérard Schneider e Maurice Wyckaert. Non mancano poi presenze d’Oltreoceano, come i sudamericani Hugo Demarco, Jorge Eielson o Leon Ferrari, a dialogo con gli statunitensi Robert Indiana e John Franklin Koenig, a cui s’aggregano anche opere di pittori e scultori orientali e asiatici.

Tra i protagonisti, come accennato, non mancherà Gerolamo Calca, eminente personalità artistica rovatese e protagonista della scena locale tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale. I suoi dipinti – come altrimenti – raccontano la vita della Franciacorta: paesaggi, scene di lavoro nei campi, figure di contadini, scorci del paese e momenti di vita quotidiana. Tra le opere più intense spiccano l’autoritratto giovanile del 1900, il ritratto della moglie Marta e quello, struggente, della giovane Giulietta, tutti ora visibili alla FRAM.

E non è un caso questo museo apra i battenti in un frangente tanto incerto del nostro presente: un monito e un auspicio per far sì che il linguaggio dell’arte possa diventare per tutti motivo di unione e dialogo.

Leolomba

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