Domenica 11 ottobre 2026

Un incendio devasta un edificio in centro a Rovato: danni ingenti, scuole chiuse, famiglie evacuate, pesanti disagi alla viabilità e alla collettività

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Un incendio di vaste proporzioni ha scosso la tranquilla quotidianità di Rovato nella mattina di lunedì 22 settembre. Pochi minuti dopo le 11:00 le fiamme sono divampate all’interno di uno scantinato in un edificio in fase di ristrutturazione situato in via XXV Aprile 96 all’angolo con via Solferino, estendendosi poi ad un locale adiacente adibito a magazzino. Il fuoco ha rapidamente avvolto l’interrato dove nel magazzino erano stoccati pneumatici. La combustione ha generato un denso fumo nero che ha inquinato l’aria, diffondendosi rapidamente su gran parte del paese, arrivando a lambire anche il comune di Coccaglio. Nel corso della serata, l’incendio si è propagato al tetto in legno e agli appartamenti sottostanti.

Il duro lavoro dei Vigili del Fuoco e l’intervento di ARPA

L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato tempestivo; una trentina di squadre, giunte da tutta la provincia, hanno lavorato ininterrottamente per almeno 18 ore per domare le fiamme, anche in condizioni meteorologiche difficili, fino alle 5 del mattino seguente. Per contenere l’incendio, sono stati utilizzati prodotti ritardanti e schiumogeni. In particolare, una squadra ha provveduto a rimuovere alcune bombole di gas presenti nel cantiere, evitando il rischio di esplosioni. Nei giorni successivi, un’ulteriore unità è rimasta sul posto per monitorare la situazione, prevenire possibili ulteriori focolari, e avviare le indagini necessarie.

A causa del fumo denso proveniente dalla combustione degli pneumatici, che ha contaminato l’aria per ore, è stato necessario l’intervento di ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), che ha installato una centralina di monitoraggio per rilevare i livelli di inquinamento. I risultati delle analisi saranno presto resi noti tramite gli organi di informazione.

Le possibili cause e i danni

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio potrebbe essere stato causato da un problema elettrico derivante dai lavori di ristrutturazione. Un residente ha dichiarato di aver udito un’esplosione, probabilmente dovuta a un sovraccarico di corrente, che avrebbe fatto saltare i contatori, innescando il fuoco. Inizialmente, le fiamme avrebbero coinvolto alcuni mobili in un o scantinato per poi propagarsi al deposito degli pneumatici.

L’incendio ha causato ingenti danni: otto appartamenti sono stati distrutti e sette famiglie evacuate, trovando temporaneo rifugio in strutture ricettive o presso parenti. Anche diverse attività commerciali sono andate distrutte tra cui un negozio di riparazioni telefoniche, un punto Enel, un’agenzia immobiliare, uno studio dentistico e una lavanderia a gettoni. Le alte temperature, che hanno raggiunto i 500°C, hanno danneggiato elementi portanti dell’edificio, bruciandone completamente il tetto. I tecnici dei Vigili del Fuoco hanno dichiarato l’edificio inagibile e hanno tracciato un perimetro di sicurezza, mentre l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della struttura.

I provvedimenti del sindaco

Durante l’emergenza il sindaco Tiziano Belotti, l’assessore alla sicurezza Pier Italo Bosio, la Polizia Locale con la comandante Silvia Contrini insieme ai Carabinieri, sono intervenuti immediatamente.

In particolare, il Primo cittadino ha emanato specifiche ordinanze a tutela della salute pubblica dei cittadini indicando di tenere chiuse porte e finestre, disattivare gli impianti di condizionamento e limitare la permanenza di persone e animali all’aperto. In più, sono state chiuse le scuole situate nelle zone interessate dalla diffusione dei fumi: la scuola Secondaria Leonardo da Vinci, l’Istituto Lorenzo Gigli e la Scuola dell’infanzia Santa Caterina di viale Europa.

In una nota diffusa Belotti ha dichiarato: «L’unico elemento positivo di tutta la vicenda è che, nonostante il grave incidente verificatosi, nessuno si è fatto male. Lo si deve soprattutto al tempestivo intervento e all’encomiabile lavoro delle tante squadre di Vigili del Fuoco che si sono avvicendate nei lavori di contenimento e spegnimento delle fiamme, di giorno e di notte, e che voglio ringraziare personalmente e a nome di tutti i rovatesi. Un ringraziamento di cuore anche al personale comunale, agli agenti della nostra Polizia locale, e a tutti i Carabinieri che hanno presidiato i luoghi per l’intera durata dell’evento per garantire la sicurezza dei cittadini, insieme a 2 squadre rimaste dei VVVF ed al presidio sanitario».

L’impatto sulla comunità, l’accertamento delle responsabilità

L’incendio ha avuto un impatto devastante sulla viabilità cittadina. La chiusura di via XXV Aprile nel tratto interessato e di una corsia di marcia di via Solferino, che dureranno per i giorni a venire, hanno creato notevoli disagi al traffico, con importanti modifiche alla circolazione stradale nella zona centrale del paese. Pesante l’impatto ambientale a causa del denso fumo nero che ha costretto la popolazione e le attività alla chiusura di porte e finestre oltreché a limitarne la circolazione all’aperto.

Le autorità competenti sono ora al lavoro per chiarire le cause stabilire eventuali responsabilità. In particolare, si sta indagando sull’utilizzo improprio del seminterrato come deposito di materiali altamente infiammabili. Secondo quanto riportato dai media, il magazzino non era autorizzato a stoccare pneumatici in quelle quantità (si parla di oltre 10 t di copertoni), ne in un contesto residenziale non idoneo per tale uso. L’edificio, ormai compromesso, sarà probabilmente abbattuto ma resta l’urgenza della messa in sicurezza dell’immobile.

L’evento ha messo a dura prova la comunità Rovatese, ma la tempestività delle operazioni di soccorso e l’efficace gestione dell’emergenza hanno evitato il peggio ed eventuali vittime. L’Amministrazione comunale e i Servizi Sociali hanno immediatamente attivato un supporto alle famiglie coinvolte, chiedendo alla cittadinanza di offrire, a chi le avesse a disposizione, case in affitto per i residenti del palazzo e un aiuto concreto.

Questo grave incendio, pur non avendo causato vittime, solleva un’amara riflessione. L’accaduto riporta drammaticamente in primo piano come, in tante occasioni simili, l’inosservanza delle leggi e delle normative sulla sicurezza metta a rischio l’incolumità di intere famiglie. Sebbene un rogo sia per sua natura un evento imprevedibile, l’incuria e l’egoismo di chi ignora prescrizioni e regolamenti di legge, come per esempio lo stoccaggio non autorizzato di grandi quantità di materiali infiammabili in un contesto residenziale, possano contribuire ad aggravare tali situazioni.

In attesa dei risultati delle indagini, che dovranno fare piena luce sulle responsabilità e sull’origine dell’evento, la vicenda rappresenta per tutti un monito: gli interessi individuali non dovrebbero mai prevalere sul rispetto della collettività e sulla sicurezza pubblica. Troppo spesso il tornaconto personale rischia di trasformare un incidente in una tragedia.

Emanuele Lopez

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