In occasione della tornata referendaria degli scorsi 22 e 23 marzo le urne clarensi esprimono solidamente preferenza per il fronte del “sì”. Il 62,12% dei cittadini della città bresciana s’è infatti espresso positivamente sul quesito di riforma costituzionale fortemente sostenuto dal Governo e dagli stessi esponenti locali del centro-destra, mentre la compagine dei contrari è riuscita a totalizzare un 37,88%, percentuale ben al di sotto del dato nazionale, attestatosi al 53,7%.
Complice un terreno reso fertile da un consenso abbastanza consolidato di cui il centro-destra gode sul territorio e la campagna a favore del “sì” promossa dai partiti schierati a sostegno della proposta referendaria, il risultato non era poi così inatteso e non fa eccezione rispetto alla “marea verde” del Bresciano, dove quasi tutti i Comuni – eccetto il capoluogo e pochi altri – si sono espressi in favore del quesito referendario.
Nonostante la sconfitta nelle urne, il Comitato Società Civile per il No alla Riforma della Giustizia di Chiari e dell’Oglio Ovest condivide soddisfazione per l’esito del voto, ribadendo come «quelle del referendum siano state giornate importanti per la democrazia» e insistendo sul «positivo dato dell’affluenza». In effetti a Chiari la partecipazione registrata è stata senz’altro positiva, pari al 63,48%: ben 8.895 votanti sui 14.012 aventi diritto si sono recati alle urne e hanno voluto esprimere il proprio parere sul quesito di riforma costituzionale.
«A Chiari il 62,12% ha detto “sì”. Peccato che a livello nazionale non ci sia stata la voglia di cambiamento. Andiamo avanti!» scrivono sulle loro pagine i rappresentati della sezione di Fratelli d’Italia di Chiari, parole a cui fanno eco quelle del vicesindaco leghista Roberto Campodonico, il quale ha affidato alla sua pagina Facebook una lunga riflessione sulla «disattesa aspettativa espressa con chiarezza dalle regioni del Nord – Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia – che hanno votato compatte in modo completamente opposto rispetto al risultato nazionale, che comunque va rispettato anche solo per il dato dell’affluenza elettorale». Ai festeggiamenti del centro-destra fa da contraltare la soddisfazione degli attivisti per il “no”, i quali hanno apprezzato particolarmente la partecipazione del pubblico giovanile: «questi giovani hanno compreso che la Giustizia non è un concetto astratto, non è un tecnicismo, ma un pilastro su cui poggia la convivenza civile e la tutela dei più deboli» hanno ribadito in una nota.
Ciò che dunque emerge dai dati è assai chiaro: i Clarensi sono stati convinti nel diventare protagonisti attivi del Referendum Costituzionale promosso dal Governo, nonostante il dato nazionale non abbia soddisfatto le loro speranze.
Mara Ghidini





