Il CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Chiari, punto di riferimento per circa 1.200 studenti, è stato recentemente protagonista della scena internazionale grazie al programma Erasmus+. L’istituto ha infatti siglato un importante accordo di partenariato con il Menemen Halk Egitimi Merkezi, centro di formazione per adulti con sede a Smirne, in Turchia, con l’obiettivo di instaurare un reciproco scambio culturale, umano e didattico.
La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta lo scorso 23 aprile presso la Sala Repossi del Comune di Chiari. All’incontro con il sindaco Gabriele Zotti hanno partecipato, per il CPIA, la dirigente scolastica Angela Yuzbasi, il vicepreside Antonello Paletta e le docenti Silvia Ferrari e Desireé Raffi. La delegazione turca era invece composta dalle insegnanti Dilek Turhal Bayramoglu, Ozlem Gonul e Deniz Cicek.
La preside Angela Yuzbasi ha dettagliato gli obiettivi della collaborazione: «Si tratta di un progetto di “job shadowing”, ovvero “lavoro in ombra” che consente ai colleghi di Smirne di apprendere le nostre metodologie, idee e buone pratiche nell’insegnamento confrontandole con quelle da loro applicate in Turchia. In questi giorni le insegnanti di Smirne stanno seguendo presso il nostro istituto le lezioni delle diverse discipline di studio, analizzando tecniche di insegnamento e gestione della classe insieme ai colleghi italiani, condividendo l’uso delle tecnologie educative e le diverse metodologie di insegnamento».
Il sindaco Zotti, nel porgere il benvenuto alle ospiti, ha rimarcato il ruolo cruciale dell’istruzione per adulti come motore di coesione sociale: «L’integrazione passa sempre dall’inserimento sociale e lavorativo: uno straniero regolare per integrarsi deve necessariamente imparare la nostra lingua, le nostre regole e conoscere la nostra cultura. Per questo motivo abbiamo sempre creduto e continuiamo a sostenere il CPIA, una scuola pubblica che offre istruzione e formazione di base e prepara tutti coloro che vogliono affrontare nuove sfide lavorative. Siamo onorati della presenza di questa delegazione turca a Chiari; la Turchia ha forti legami storici con l’Italia e la vostra realtà è molto più simile a Chiari di quanto non si potrebbe pensare, sarebbe davvero bello potervi rendere visita».
Il primo cittadino ha poi omaggiato la delegazione con un volume sulla storia clarense, descrivendo Chiari come un territorio operoso e trasformativo. «Le scuole del territorio (CPIA, CFP, Istituto Einaudi, Salesiani) – ha concluso – costituiscono un polo educativo forte, che prepara i giovani e gli adulti ad affrontare il futuro con più serenità».
La risposta della docente turca Dilek Turhal Bayramoglu ha confermato l’intesa umana oltre che professionale: «Si tratta di un’esperienza di grande arricchimento didattico, culturale e umano di cui vi siamo molto grati. Siamo rimaste colpite dall’ordine, dalla bellezza e dall’architettura del centro storico di Chiari. Sentiamo una forte affinità con l’Italia, quasi un senso di appartenenza, e condividiamo l’importanza degli obiettivi formativi finalizzati all’inserimento lavorativo e all’integrazione degli studenti stranieri. Abbiamo apprezzato, durante il “job shadowing”, le metodologie e il modo di lavorare del CPIA, da cui trarremo spunti per l’attività didattica all’interno della nostra scuola».
L’incontro si è concluso con la consegna al sindaco di un manufatto artigianale realizzato dagli studenti dell’istituto di Smirne.
In un’epoca segnata da conflitti e frammentazione, iniziative come questa agiscono come un antidoto, offrendo un contributo concreto alla pace attraverso la cultura. Il CPIA di Chiari, che serve un bacino di ben 76 Comuni dell’ovest bresciano, si conferma un presidio fondamentale: qui adulti italiani e stranieri possono completare gli studi, imparare la lingua italiana, per inserirsi nel mondo del lavoro o proseguire il proprio percorso formativo. Un impegno, quello del CPIA, che rappresenta una risposta concreta contro l’abbandono scolastico e a favore della costruzione di percorsi di vita stabili e inclusivi.
Emanuele Lopez





