Nuovo anno, ma niente svolta per il Basket Chiari: diventano quindici le sconfitte rimediate questa stagione, sulle quindici partite giocate. Una serie di risultati negativi che parla chiaro ed evidenzia un problema serio per la squadra cestistica clarense, relegata, così, all’ultima posizione nella classifica del Girone A della Divisione Regionale 1 lombarda, con sei punti a separarla dalla Caluschese Basket e dall’Excelsior Bergamo.
Nella prima metà del mese di gennaio, il Basket Chiari ha disputato due partite, la prima in trasferta e la seconda casalinga. Due partite completamente diverse nel rispettivo andazzo, ma accomunate dal medesimo tabellone finale che ha visto la squadra di Chiari sconfitta.
L’esordio in questo nuovo anno è avvenuto a Treviglio, venerdì 9 gennaio, contro la Scuola BK Treviglio. La prima partita del girone di ritorno ha rappresentato «una serata e un incontro da dimenticare il prima possibile», come ha commentato l’Assessore allo Sport Roberto Goffi: 83-30 è il risultato finale pesantissimo di questo incontro, in favore della squadra bergamasca.
Diverso, invece, il risultato della sfida casalinga di venerdì 16 gennaio contro la capolista Virtus Desenzano. Avanti per tutta la partita, la formazione clarense è stata superata solo nei minuti finali, con il punteggio conclusivo più equilibrato di 54-59. Vittime dell’agitazione, della pressione o della troppa voglia di portare a casa la prima vittoria stagionale, i cestisti clarensi si sono lasciati sopraffare dalle emozioni e, complice la bravura della squadra avversaria, si sono visti costretti a rientrare negli spogliatoi dopo il match ancora una volta a mani vuote.
Non sembra essere tutto da buttare, quindi, dopo l’ultima partita. La prestazione è stata comunque buona e potrebbe rappresentare un punto di partenza per i prossimi appuntamenti della stagione, verso un girone di ritorno più positivo in termini di risultati che permetta al Basket Chiari di togliersi qualche soddisfazione e, magari, scalare qualche posizione in classifica. Non è stato un avvio di 2026 definibile rivoluzionario, ma cambiamenti del genere richiedono tempo, impegno, sacrifici e, soprattutto, fiducia.
Edoardo Parma





