“Famiglia” e “semplice” sono due parole che non possono incontrarsi nella stessa frase. Ne sa qualcosa Antonella Settura, che, per parlare dell’argomento, ha avuto bisogno di un libro intero. Il titolo è eloquente e garbatamente provocatorio: “Hanno sbagliato culla?” (2026, Dantebus Edizioni).
L’autrice, a Manerbio, è conosciuta soprattutto come insegnante di danza ed è un’ospite ricorrente su queste pagine. Nata a Brescia nel 1966, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università IULM di Milano. Coerentemente coi suoi interessi, la sua tesi riguardava il balletto nell’Ottocento. Come danzatrice, si è formata presso la scuola “Forza e Costanza” di Brescia. Si è poi perfezionata presso l’Accademia Nazionale di Danza a Roma. Nel 1983, ha fondato il “Centro Danza”, che tuttora dirige come insegnante e coreografa.
Coltiva anche la passione per la scrittura: per Dantebus Edizioni, ha già contribuito a una raccolta collettiva di poesie, “I Poeti di Ponte Vecchio” (2025).
Stavolta, si tratta di prosa e di riflessioni. “Hanno sbagliato
culla?” nasce da una ferita: punto di partenza per costruire una mappa morale e relazionale della famiglia contemporanea. Il momento in cui essa viene osservata è quello in cui i figli sono adulti e i genitori anziani, con tutte le
fragilità che questo comporta. Se, ai danni fatti dal tempo, si aggiunge che i rapporti con genitori e fratelli non sono sempre idilliaci… non è difficile ricavare un libro intero sull’argomento.
Come osserva Settura all’inizio del volume, molti giovani non sono abituati a pensare agli impedimenti che troveranno sulla propria via, quando il tempo sarà passato. I genitori (come possono) li sostengono; fratelli e sorelle non sembrano certo ostacoli. Ma cosa succede (per esempio) quando i genitori stilano il testamento? Alla questione, è dedicato un intero capitolo. Non si tace nemmeno circa i “figli con l’aureola”, costretti a essere perfetti o creduti tali. Che dire, poi, del “tardo pentimento dei genitori”? La vecchiaia è un’età di revisioni e ravvedimenti: ma sono davvero utili, se arrivano così tardi?
Si può ancora contare sulla figura degli zii? E come affrontare le invidie dei “parenti serpenti”?
Questi e altri interrogativi sono affrontati da Settura, in un libro che tocca i tasti dolenti con la delicatezza dell’ironia. Una fatica nascosta dietro la grazia, proprio come nella danza.
Erica Gazzoldi





