Costruire reti di produzione e consumo di energia, con una precisa attenzione a sussidiarietà e rinnovabili: queste, in estrema sintesi, le caratteristiche che meglio descrivono il fenomeno delle Comunità Energetiche, oggi sempre più nel cono di luce.
Il convegno, organizzato dalla sezione bassaiola dell’UCID – Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – ha visto come principale protagonista l’azienda di Michele Torri, imprenditore quinzanese che ormai da diversi anni ha inaugurato in terra manerbiese uno dei pochissimi stabilimenti in Europa dove si progettano e realizzano pannelli solari di ultima generazione.
«Insieme a Garda Uno, alle Amministrazioni comunali di Manerbio e Leno, nonché alla dirigenza dell’Associazione Comuni Bresciani abbiamo riflettuto su quanto possa essere d’impatto per tutte le nostre comunità territoriali la costituzione di realtà diffuse di produzione e consumo aggregato di energia, capaci di “mettere a sistema” abitazioni, edifici pubblici e stabilimenti produttivi – ha commentato il presidente dell’UCID della Bassa bresciana Giuseppe Pozzi – Il nostro obiettivo è quello di esplorare insieme a tutti gli attori del territorio delle nuove strade per raggiungere l’ambizioso obiettivo di promuovere un nuovo modello di consumo, più solidale e più rispettoso dell’ambiente e dei suoi equilibri, in linea con i principi e gli ideali a cui anche la Chiesa ha voluto ispirarsi in questi anni».
Da diverso tempo al centro del dibattito pubblico, il tema delle Comunità Energetiche ha ormai assunto portata nazionale, con importanti ricadute sui territori che hanno iniziato a sperimentarne gli effetti. «L’incontro è stato costruttivo, senz’altro positivo – prosegue Pozzi – Non posso che ringraziare Michele Torri per il suo impegno, i sindaci di Manerbio e Leno per aver voluto portare la loro esperienza e tutti i soci dell’UCID per aver preso parte numerosi all’evento: sono certo che i semi piantati in questa occasione sapranno germogliare in importanti opportunità di sviluppo per il nostro territorio».
Non resta dunque che attendere che queste riflessioni giungano a maturazione, certi che il tessuto civico e produttivo bresciano saprà metterne a frutto le potenzialità.
LB





