Si è spento serenamente nella sua casa di Manerbio Delfino Tinelli, spentosi all’età di 94 anni. I funerali saranno celebrati martedì 2 dicembre alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Manerbio.
Lascia la moglie Emma, le figlie Simonetta (con Giuseppe), Cristina, Alessia (con Ado), i nipoti Gregorio (con Francesca), Maddalena (con Marco), Leonardo, Jacopo e Alma, oltre ai pronipoti.
Figura di assoluto rilievo nella vita culturale, educativa e politica bresciana, Tinelli ha compiuto l’intera carriera scolastica: maestro elementare, direttore didattico, ispettore scolastico e infine dirigente superiore del Ministero della Pubblica Istruzione. È stato autore di numerosi testi di pedagogia e didattica per insegnanti e, negli ultimi anni, ha pubblicato due opere particolarmente apprezzate: “Il movimento cattolico a Manerbio dall’Unità d’Italia al fascismo” (con ampia sintesi del movimento cattolico bresciano) e “Gli animali di Pinocchio e altre figure”, originale rilettura critica del capolavoro di Collodi.
Sul piano politico aderì alla Democrazia Cristiana già nel 1951, diventando delegato provinciale dei Gruppi Giovanili DC. È stato sindaco di Cigole dal 1965 al 1970, capogruppo consiliare DC a Manerbio (dove fu anche eletto consigliere comunale) e per tre legislature consigliere provinciale di Brescia nelle giunte presiedute da Mino Martinazzoli, Ciso Gitti e Bruno Boni, ricoprendo per tre anni l’incarico di assessore provinciale all’Assistenza e all’Ospedale Psichiatrico Provinciale.
Negli anni Cinquanta fu tra i fondatori, insieme a Piero Padula, Giulio Onofri, Vittorio Sora e altri, della corrente bresciana “Provincia Democratica” della DC, poi confluita nella Sinistra di Base nazionale; il suo nome figura tra i sottoscrittori del cosiddetto “Manifesto Zamagni”.
Fino all’ultimo è rimasto presidente onorario dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) di Brescia.
L’attuale sindaco di Cigole, Marco Scartapacchio, lo ricorda così: «Una figura di alto profilo umano, culturale e politico, uomo di profonda cultura e dedizione verso le istituzioni. Ha speso la sua vita al servizio dell’educazione e della cosa pubblica, dalla carriera scolastica – iniziata come maestro elementare fino a diventare dirigente superiore del Ministero – all’impegno politico che lo ha visto ricoprire ruoli di primo piano. L’amministrazione comunale si stringe con affetto e gratitudine alla famiglia in questo momento di lutto».
“Sentite condoglianze alla famiglia e a chi gli voleva bene” riferisce Paolo Lombardi editore di PAESE MIO – “ha collaborato con noi per alcuni anni, una persona che stimavo tantissimo e che apprezzavo per il suo intelletto, per la sua sua cultura e anche per il suo modo simpatico di interpretare gli argomenti.”





